Il giallo di Cingolani che non firma il decreto sulla difesa della laguna

18/05/2017 Roma, Rai 1, trasmissione televisiva Night Tabloid, nella foto Roberto Cingolani direttore generale dell'Istituto Italiano di Tecnologia
18/05/2017 Roma, Rai 1, trasmissione televisiva Night Tabloid, nella foto Roberto Cingolani direttore generale dell'Istituto Italiano di Tecnologia

Il “giallo” delle firme sotto il nuovo decreto Grandi navi del Governo. Il provvedimento per la salvaguardia monumentale e ambientale di Venezia che prevede il doppio terminal - provvisorio e definitivo a Marghera - e il concorso di idee entro due mesi per la realizzazione di uno nuovo scalo croceristico in mare, fuori della laguna, reca solo la firma del ministro della Cultura Dario Franceschini e di quello delle Infrastrutture Enrico Giovannini. Ma non quella del nuovo ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Una anomalia il fatto che il ministro dell’Ambiente non formi un decreto per la salvaguardia ambientale di Venezia che non sarebbe casuale e di cui già si discute a Roma. Non a caso il precedente decreto Clini-Passera sulle Grandi Navi che ne limitava il passaggio recava appunto la firma del ministro dell’Ambiente e di quello delle Infrastrutture.

C’è evidentemente una diversità di vedute su una questione delicatissima per la salvaguardia di Venezia come quella del passaggio delle Grandi navi. Il sospetto è che il lancio di un concorso di idee per la realizzazione del nuovo terminal fuori della laguna, quando ci sarebbe già un progetto pronto - quello Duferco-De Piccoli - che ha già superato la Valutazione d’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente - sia un modo per prendere tempo su una soluzione che, come è noto, vede la netta contrarietà sia del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, sia del presidente della Regione Luca Zaia.

Non a caso, nel pezzo che pubblichiamo a fianco, lo stesso Brugnaro loda l’impegno dei ministri di Forza Italia e della Lega nel sostenere le ragioni del territorio sul problema Grandi navi e fa capire come l’idea del terminal in mare sarà, con il tempo abbandonata.

Chi ha ragione? Sta di fatto che la mancata firma sotto il decreto del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani - stimato fisico, molto vicino anche a Beppe Grillo si presta a molti interrogativi, in attesa di ulteriori chiarimenti. —



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