Il “Coraggio” di Brugnaro è al centro obiettivo, renziani e forzisti orfani

Primo obiettivo: la conquista dei renziani e dei centristi orfani di Forza Italia. Un partito di centro, ma trasversale. Che cerca alleanze nella destra moderata e vuole cambiare la politica. Luigi Brugnaro ci crede. Il giorno dopo la fondazione ufficiale di “Coraggio Italia” è già a caccia di nuove adesioni. «Visibilità? Ma dai, non mi interessa. Mi piace la sfida. Io entro in campo per vincere».
Lo statuto, dice il sindaco imprenditore, è «aperto e democratico. Il partito è scalabile». Ma i principi sono chiari. «Partiamo da qui per governare l’Italia in modo nuovo, lasciando spazio alle competenze». A chi la definisce un’operazione di potere per consolidare il ruolo del sindaco, Brugnaro risponde così: «Non hanno capito. Qui c’è spazio per tutti. La politica va riformata partendo dalle persone». Practice è la parola d’ordine. La pratica che supera la burocrazia.
E Venezia? Non sarà trascurata la città per cui Brugnaro si è candidato sindaco nel 2015, rieletto a gran voce nel 2020? «Al contrario», scandisce, «Venezia è il laboratorio che può fare da esempio al Paese. La sostenibilità ambientale e la nuove produzioni, i carburanti puliti e la difesa della laguna. Ma anche il controllo del turismo. Ci stiamo provando. Il turismo è una ricchezza, ma va regolato».
Il programma di Coraggio Italia ha un capitolo dedicato all’immigrazione. «Dobbiamo affrontarla con buon senso, guardando al futuro», dice Brugnaro. «Possiamo andare nei Paesi africani a chiedere manodopera qualificata. Si fa un accordo internazionale, e questa gente può venire nel nostro Paese in aereo, non sui barconi che affondano. In cambio si devono impegnare a rispettare le nostre leggi e i nostri costumi. Qui le donne non si picchiano». Non proprio un programma di destra. «Ma noi siamo trasversali!, parliamo anche ai delusi del Pd, ai fuoriusciti dei Cinque Stelle...».
Il punto di riferimento è Mario Draghi. «Finalmente», dice Brugnaro, «abbiamo un premier credibile. E la credibilità gli viene solo dal suo lavoro. Dobbiamo collaborare e sfruttare la grande occasione del dopo pandemia per spendere bene i 220 miliardi dell’Europa». «Perché mi sono messo in gioco? Perché ho scoperto che Venezia ha i suoi problemi specifici, ma il debito e la crisi degli enti locali è comune. Bisogna fare un passo avanti».
Per ora il governo del partito Coraggio è in mano a Brugnaro (presidente), al governatore della Liguria Mario Toti (vice), agli ex forzisti Marin e Quagliariello. Altri amministratori locali stanno rispondendo. E in Parlamento Coraggio Italia può già contare su almeno 50 deputati. Un pacchetto importante, anche in vista dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica. «Un partito! Abbiamo fondato un partito, è la prima volta che ho una tessera», dice quasi emozionato, «adesso al lavoro». —
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