Il centro storico scommette sullo shopping dei turisti

Ufficialmente incominceranno sabato ma in molti negozi - almeno uno su due – sono già iniziati prima di Natale. Saldi occulti, mascherati, travestiti; saldi annunciati da sms, telefonate, cartoncini spediti a casa e offerti in modo quasi irresistibile grazie a riduzioni fino al 40 per cento. Il 5 gennaio, giorno tanto atteso per riuscire a portarsi a casa il piumino che non è stato trovato sotto l’albero o gli stivali che sono solo un capriccio, potrebbe – potrebbe - essere un giorno quasi “normale” con la differenza che gli sconti saranno finalmente alla luce del sole e che ad approfittare delle svendite saranno soprattutto i turisti stranieri.
«I saldi sono iniziati in realtà ormai da quasi un mese – spiega il presidente di Confesercenti, Piergiovanni Brunetta – e dunque, almeno per quanto riguarda la clientela veneziana, rischiano di essere una mezza delusione. I negozianti hanno già contattato da tempo i loro acquirenti affezionati e di conseguenza quello che potevano vendere ai residenti l’hanno più o meno già venduto».
Lo spread dei saldi lo faranno i turisti e, considerata la quantità di visitatori arrivata in laguna per Capodanno e che per la maggior parte è ancora in laguna, le svendite potrebbero far raddrizzare i conti di parecchi commercianti messi a dura prova dalla crisi.
L’anno che si è appena chiuso, infatti, sul fronte dei consumi è stato piuttosto avaro e se gli alimentari hanno tenuto abbastanza bene abbigliamento e calzature ne hanno invece risentito pesantemente. L’annuncio delle nuove tasse per i prossimi mesi, poi, non stanno certo incoraggiando la propensione alla spesa che, dopo un Natale ai minimi termini, ora è attesa alla prova delle svendite di fine stagione.
«Nelle tasche dei consumatori non è rimasto quasi più niente e credo che quest’anno non si supereranno i 150 euro di media a testa durante i saldi - continua Brunetta - con le previsioni di altri aumenti delle tasse, poi, quel che poco che ha la gente è riuscita a risparmiare se lo terrà ben stretto».
I saldi anticipati così presto, come fa ancora notare il presidente di Confesercenti, sono il sintomo di quanta merce sia rimasta sugli scaffali e nei magazzini e di quanto bisogno ci sia in giro di fare cassa. «Il contatto con i clienti quest’anno è stato più forte del solito – dice ancora – segno che c’è davvero bisogno di fare cassa anche se, ormai lo ripeto da tempo, così come sono fatti oggi i saldi non hanno più senso. Non è possibile vendere un cappotto a metà prezzo quando siamo ancora in pieno inverno così come non è possibile mettere in vetrina i costumi con il 50 per cento di sconto ai primi di luglio quando l’estate deve ancora iniziare. Allora tanto vale abolirli e ognuno è libero di fare quello che vuole».
A dare una boccata di ossigeno ai commercianti veneziani provvederanno i turisti. Dopo un Natale da dimenticare, a Capodanno la città si è riempita come fosse (quasi) Carnevale. Oltre 70 mila in Piazza San Marco la notte di San Silvestro, alberghi e ristoranti pieni, musei affollati. Molti di questi turisti sono ancora in città e, secondo le previsioni, dovrebbero ripartire domenica, cioè all’indomani del primo giorno di saldi. Soprattutto per loro – e per cercare di dare una raddrizzata agli effetti della crisi sui conti del 2012 - molti negozianti hanno deciso di tenere aperto il primo giorno dell’anno. Con il naso incollato alle vetrine, soprattutto cinesi e giapponesi che sabato saranno tutti nel perimetro grandi firme, tra l’Ascensione e via XXII Marzo, per portarsi a casa un pezzetto di made in Italy (o in France) comprato a Venezia.
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