Il blackout spegne case, fabbriche, uffici

Cinquemila senza luce per ore, un migliaio in difficoltà fino a sera. 115 cabine fuori uso, a Marghera sarà cassa integrazione straordinaria  
MESTRE.
Quasi cinquemila utenti senza elettricità. Alcuni solo per la prima parte della mattinata. Altri, come gli abitanti di viale San Marco e viale Garibaldi, fino al tardo pomeriggio. Altri ancora (leggi residenti di via Piave) fino a sera inoltrata. Il violento nubifragio di ieri ha portato con sé anche un blackout diffuso a macchia di leopardo che ha spento luci e computer, lasciando in panne famiglie e aziende, centri commerciali e negozi. Molte le aree interessate. Da Malcontenta a Mestre centro fino a Marghera. In quest'ultimo caso, anche i lavoratori della Fincantieri, delle Officine aeronavali, l'Eni e una gran parte degli occupati negli impianti chimici, sono rimasti a casa. Tanto che «le aziende hanno chiesto di poter utilizzare la cassa integrazione ordinaria - come spiega il sindacalista della Cgil, Giorgio Molin - prevista in questi casi eccezionali».

La causa.
«I disservizi sono stati prodotti dall'allagamento di un consistente numero di cabine di distribuzione - spiegano dall'Enel - Infatti, quelle poste sotto il piano stradale, sono state completamente invase dall'acqua che in alcuni casi superava i due metri». Un problema, visto che «la rete elettrica di Mestre è pressoché totalmente interrata». Il momento più critico? Alle 9.15, quando 115 cabine disalimentate hanno appunto messo in ginocchio circa 5 mila clienti. «A mano a mano che le cabine venivano liberate - spiegano ancora i rappresentanti dell'azienda - gli oltre 50 tecnici mobilitati cominciavano la riparazione dei guasti». In alcuni casi, poi, «l'energia elettrica è stata sospesa su richiesta delle forze dell'ordine impegnate nei soccorsi.

L'intervento.
Alle 10 le cabine fuori servizio si sono diventate una settantina. In questo modo, è tornata almeno in parte la normalità in terraferma. «Siamo così riusciti a ripristinare la fornitura di un terzo dei clienti coinvolti - dicono dall'Enel - La fornitura di un altro terzo è stata rialimentata attorno a mezzogiorno». Solo allora alcuni negozianti hanno potuto aprire la propria attività. Ma gli interventi successivi sono apparsi subito più complessi. Perché hanno riguardato impianti completamente allagati.

I disagi.
A poco a poco, insomma, gran parte dei 5 mila utenti coinvolti dal blackout hanno rivisto la luce. Ma fino a ieri sera un altro migliaio di persone è rimasto ancora insoddisfatto. «Le cose nel frigo sono ormai tutte da buttare via - protestano alcuni residenti di via Piave - Una cosa davvero vergognosa».

Il ripristino.
Lavoro straordinario, insomma, per i tecnici dell'Enel. «Ricordiamo agli utenti - spiegano ancora dall'azienda - che noi stiamo ripristinando il sistema elettrico. Se ci sono contatori o salvavita negli scantinati, è necessario chiamare noi nel primo caso, altri tipi di tecnici nel secondo».

Il lavoro.
Sono molti i cittadini rimasti a casa (o mandati a casa) dall'ufficio, per l'impossibilità di usare il computer o altre apparecchiature elettriche. Soprattutto nella zona di Marghera. Stesso discorso per le fabbriche. «Questa mattina mancava ovunque gran parte del personale - spiega Giorgio Molin della Cgil - E i lavoratori non potevano operare in quelle condizioni». Anche l'Eni ha proceduto alla fermata di alcuni impianti della raffineria. La decisione, come spiega la società chimica, è motivata «dalle forti piogge che si sono verificate». Proprio per questo, spiegano, «il livello delle torce potrebbe subire delle variazioni».

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