Idraulico e truffatore arrestato dai carabinieri

MUSILE. Si rivolgeva soprattutto agli anziani, più facile raggirarli e soprattutto a causa dell’età più lenti a reagire dopo aver capito di essere stati truffati. Alla fine, però, sono stati in quindici a presentare la querela nelle caserme dei carabinieri nel Veneto Orientale, in provincia di Treviso e in quella di Trento.
Il pubblico ministero di Venezia Roberto Terzo le ha raccolte, ha fatto scattare alcuni controlli, i quali hanno confermato le pesanti accuse, e ha chiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare per truffa aggravata. Ieri, in carcere è finito l’imprenditore di Musile, Ivan Bianco (56 anni), titolare della «Nord Italia Service» con sede a Noventa di Piave in via Pitagora, una ditta di forniture per bagno.
A firmare il provvedimento il giudice veneziano Giuliana Galasso che ha già fissato l’interrogatorio di garanzia, ascolterà quello che a da dire l’indagato venerdì, alla presenza del suo avvocato difensore.
Nonostante il reato di truffa non sia di quelli per il quale è previsto l’arresto anche perché la condanna per l’imputato, soprattutto se si tratta di un incensurato come in questo caso, non supera l’anno di reclusione. Ma Bianco, dopo aver commesso quelle quindici truffe ai danni di altrettante persone anziane, stava continuando nella sua attività, così gli inquirenti hanno ritenuto che l’unico modo per fermarlo e impedirgli di proseguire era quello di arrestarlo.
Non è escluso che venerdì, dopo aver ascoltato la sua versione, lo stesso magistrato che ha firmato l’ordinanza di cattura decida di scarcerarlo o, comunque, di concedere gli arresti domiciliari.
Bianco, con la sua ditta di forniture, si presentava bene e proponeva al potenziale cliente di ristrutturare il suo bagno in modo da renderlo più comodo e sicuro per una persona anziana. Cambiare la vasca o la doccia per montare strutture meno a rischio caduta. Prendeva gli accordi per i lavori e si faceva consegnare un anticipo: chi gli dava duemila e chi di più, c’è chi gli ha consegnato anche seimila euro. A quel punto l’imprenditore di Musile spariva, non si faceva più vedere e i lavori nel bagno del malcapitato neppure iniziavano. C’è, però, chi è stato ancor più sfortunato: alcuni dei denuncianti, infatti, oltre ad aver consegnato un anticipo senza alcuna contropartita, si sono trovati il bagno di casa non utilizzabile.
In qualche caso, i lavori sono davvero iniziati in qualche modo, bloccato l’uso del bagno, ma nel momento in cui è stato consegnata la prima rata della cifra complessiva, Bianco e i suoi dipendenti non si facevano più vedere, senza finire l’intervento.
Il sospetto è che non siano soltanto quindici i truffati, sarebbero almeno venti se non di più: gli inquirenti adesso stanno raccogliendo le altre segnalazioni in modo da contestare all’indagato tutte le truffe che avrebbe messo a segno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








