I saldi estivi non decollano in salita gli acquisti online «Così i negozi chiudono»
MIRA
«I saldi partiti a inizio luglio? Un flop per i negozi di abbigliamento, bigiotteria e profumi della Riviera. Non sono aumentate le vendite se non del 2–3% nei primissimi giorni. L’andamento rischia di essere questo per tutta l’estate e in autunno c’è lo spettro della chiusura di oltre una cinquantina di negozi in tutto il comprensorio. Negozi che già navigavano in cattive acque a causa della crisi collegata alla pandemia». A spiegarlo è Enrico Zarotti, presidente di Confesercenti della Riviera del Brenta. «Nel comprensorio dei dieci Comuni della Riviera ci sono circa 250 negozi nelle categorie merceologiche dell’abbigliamento e dei prodotti collegati. Per questo comparto, il periodo del Covid è stato doppiamente problematico. Dalle nostre stime valutiamo che in Riviera nell’ultimo anno e mezzo siano aumentati fino oltre il 150% gli acquisti on line di capi di abbigliamento. A muoversi, movimentare il mercato e spendere in questo momento sono soprattutto i giovani. Quelli per capirci con meno di 30 anni. Questi però comprano prevalentemente on line. Gli adulti invece fanno fatica a ripartire e consumare come prima. Gli anziani non parliamone. La paura del Covid è in loro ancora troppo forte e nei negozi se ne vedono pochi. Solo facendo rete si riesce a far fronte alle offerte dei colossi del web».
I negozi di abbigliamento in Riviera del Brenta tengono ancora nei centri come Mira e Dolo che sono anche aree di passaggio sulla Brentana, mentre nei paesi più piccoli della Riviera sono in grossa difficoltà. «Abbiamo assistito a Dolo negli ultimi mesi all’apertura proprio di negozi di questo tipo da parte di gestioni tutte femminili», continua Zarotti, «Ciò rappresenta un vero segnale di speranza. Se però non si riesce ad invertire la rotta e fare andare le persone a comprare in negozio, oltre una cinquantina di punti vendita chiuderà dopo settembre». Se abbigliamento ed esercizi collegati vanno male, non vanno malissimo invece ristoranti, pizzerie e bar e pub. «Per questo tipo di locali», spiega Zarotti, «i segnali di crescita in Riviera si vedono nell’ultimo mese. A trainarli è soprattutto la voglia dei ragazzi di uscire di casa e socializzare come si faceva prima della pandemia». —
Alessandro Abbadir
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