I muretti della Fondamenta come scaffali Addio a Franco Libri, un simbolo della città

IL RICORDOFranco Libri se ne è andato. Mercoledì 5 settembre è venuta a mancare una figura di riferimento per i veneziani, l’amante dei libri che recuperava volumi destinati al macero per offrirli ai...

IL RICORDO

Franco Libri se ne è andato. Mercoledì 5 settembre è venuta a mancare una figura di riferimento per i veneziani, l’amante dei libri che recuperava volumi destinati al macero per offrirli ai passanti lungo la fondamenta di campo San Basilio. Per più di dieci anni, a ogni ora del giorno, lettori onnivori di tutte le età si sono fermati in quel punto magico a sfogliare pagine, guardare antiche illustrazioni e scegliere un libro da portare a casa in cambio di un’offerta. Dopo una lunga malattia Franco Libri, all’anagrafe Francesco Teardo, 66 anni, è spirato all’Ospedale civile di Venezia, circondato dall’affetto del figlio Tobia, dei fratelli Bruno e Carlo, della nipote Arianna e degli amici di sempre. Veneziano di nascita, aveva vissuto molti anni a Viareggio, città natale della madre, e abitava a Sacca Fisola (Giudecca). Artigiani, commercianti, studenti e residenti abituati a incontrarlo e scambiare con lui due chiacchiere in campo San Basilio lo piangono sui social network, condividendo foto, ricordi e aneddoti del signore magro e con i capelli bianchi che si aggirava per le calli con un carretto carico di scatoloni pieni di fumetti, romanzi, saggi, “chicche” introvabili e anche oggetti bizzarri, recuperati nelle stanze e nei magazzini di chi voleva sbarazzarsene.

Il 22 settembre del 2014, quando il mondo era in delirio per l’imminente matrimonio veneziano di George Clooney e Amal, Franco Libri era diventato famoso per la sua battaglia contro la multa salata (di oltre 5 mila euro) che il Comune gli aveva inflitto per occupazione di suolo pubblico e vendita non autorizzata. In quel giorno, i vigili urbani gli avevano sequestrato tutti i libri in esposizione, più di 250, e ne era seguita una causa – sostenuta da raccolte firme e indignazione collettiva – che l’appassionato libraio ha vinto a pieno titolo nel 2016, riprendendo il suo posto e i suoi amati libri. Non c’era lucro nella sua passione per la libera circolazione dei testi e il muretto di una fondamenta non è considerato suolo pubblico. Quindi non c’erano colpe, né infrazioni nella sua spontanea iniziativa. La causa vinta, grazie al ricorso presentato dall’avvocato Andrea Cerutti, è stata per Franco una spinta a impegnarsi ancora di più per promuovere la cultura. Sul muretto della fondamenta, diventato lo scaffale di una piccola libreria a cielo aperto, ora rimane un vuoto amaro. Per colmarlo, martedì 11 settembre, alle ore 17, tutte le persone che hanno voluto bene a Franco sono invitate a raggiungere Campo San Basilio e a lasciare un libro, in segno di riconoscimento per la sua infaticabile attività. «Questo sarà il nostro modo per omaggiarlo e sentirci vicini a lui», dice il figlio Tobia, «Non verranno celebrati funerali, per volontà laica di mio padre e della mia famiglia, quindi questo incontro fra amici sarà il nostro saluto».

«La sua scomparsa mi riempie di dolore», continua, «Avevamo tanti progetti da realizzare, volevamo comprare un Ape e trasformarlo in libreria itinerante». Ex dipendente comunale in pensione, con un passato da calciatore e musicista, Francesco Teardo ha dedicato la sua vita ai libri. È a lui che si deve anche la biblioteca del carcere femminile della Giudecca, ricca di volumi, italiani e stranieri, che sostengono le detenute nei momenti di solitudine. —

Silvia Zanardi

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