«I migranti risultati guariti devono poter uscire come tutti»

Luigi Manconi, garante dei diritti delle persone private della libertà, interviene sulla vicenda: «Non strumentalizziamo la questione» 
Il senatore Luigi Manconi in un'immagine del 15 gennaio 2014. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO
Il senatore Luigi Manconi in un'immagine del 15 gennaio 2014. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

la riflessione

«Non strumentalizziamo i migranti, il Covid non è una questione di xenofobia e chi è risultato negativo ai tamponi nella Croce Rossa deve poter uscire liberamente». Luigi Manconi, sociologo, ex senatore dei Verdi, garante dei diritti delle persone private della libertà personale per il Comune di Roma, sposa in toto la posizione del professor Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all'università Statale di Milano e primario dell'ospedale Sacco, secondo il quale la polemica sui migranti è strumentale, in quanto ci sarebbe assai più virus in Italia di quanto possa arrivare da loro. Pur evidenziando che «in un mondo globalizzato ogni ingresso è rischioso». «Ecco» ribadisce Manconi «questa considerazione mi trova perfettamente d'accordo. Oggi la rotta del virus è per così dire balcanica, dalla Croazia, Bulgaria, Romania, che non sono Paesi extracomunitari, ma assolutamente nell'Europa. Non bisogna dunque stimolare una polemica a sfondo etnico come sta provando a fare più di qualcuno in merito a questi episodi sui migranti contagiati. Allora, se ragioniamo su questo piano, possiamo anche ricordare la vicenda discussa dell'imprenditore veneto che ha riacceso un focolaio. I migranti devono avere gli stessi diritti di tutti, seppure i loro siano di fatto assai limitati. Ritengo che i migranti ospiti della struttura risultati negativi ai tamponi, dunque guariti, abbiano il diritto di poter uscire come tutti gli italiani o chi è stato in isolamento fiduciario il tempo richiesto e adesso non risulta più contagiato». —



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