I finti trasporti di merce fatti da vere società

Dolo. Il sistema della Baggio srl e le altre: il sodalizio produceva documenti fasulli per evadere le tasse
Di Sabrina Tomè
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - PIAZZA SAVELLI 120, UFFICI DELLA DITTA A.GE SRL
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - PIAZZA SAVELLI 120, UFFICI DELLA DITTA A.GE SRL

DOLO. Le società che gravitano nell’orbita della “fabbrica delle frodi” di via Savelli a Padova, sono molteplici, ciascuna con specifiche funzioni: ci sono le cartiere (aziende fittizie che hanno l’unico scopo di creare falsa documentazione contabile); ci sono le clienti che utilizzano le false fatture per abbattere le tasse e che pagano al sodalizio una provvigione del 9%. E poi ci sono le aziende di trasporto, entità economiche effettive che - secondo gli inquirenti - affiancano alla loro attività lecita quella funzionale alla copertura dei giri fraudolenti del sodalizio; il tutto, sostengono gli inquirenti, «dietro lauti compensi». Quanto ai trasporti effettuati, essi erano in parte veritieri e in parte solo cartolari: tutto dipendeva dalle specifiche esigenze delle imprese-clienti. Più in generale il sodalizio organizzava plurimi trasferimenti di merce anche all’estero «predisponendo documentazione e corrispondenza “inappuntabile” e così sviare le indagini e eventuali controlli», scrivono gli inquirenti. Diverse le aziende finite nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Mirano, coordinata dalla Procura di Padova. La principale è la Baggio Trasporti srl con sede a Fontaniva in via dell’Industria 24; amministratore è Adriano Baggio, 52 anni, residente a Jesolo ma con dimora a Galliera Veneta, finito ai domiciliari. La società, secondo gli investigatori, ha emesso documenti fasulli e li ha utilizzati a sua volta per evadere le tasse. Le cifre sono di un certo rilievo: con riferimento all’anno 2013 e alle fatture false viene contestato un imponibile di 300 mila 616 euro e un’Iva di 12 mila 300 euro. Per quanto riguarda invece l’evasione, gli importi sono di 575 mila 444 euro l’imponibile e di 122 mila 543 l’Iva. Per quest’ultima è scattato il sequestro preventivo disposto dal gip di Padova. La Proden è una società costituita nel 2010 con sede a Sirmione; l’amministratore unico è Attone Rizzi che secondo gli inquirenti avrebbe fatto anche da prestanome per società estere del sodalizio. Eurospedizioni è nata invece nel 2011 e ha come attività il trasporto per conto terzi. La società ha un cda formato da alcune persone estranee all’inchiesta: secondo gli investigatori Massimo Carraro e il figlio Leonardo avrebbero pianificato l’uscita dalla compagine sociale dei soci prospettando la fusione tra Eurospedizioni e un’altra azienda controllata dal sodalizio, Elite. La Elite Trasporti Logistica srl è stata costituita nel 2009 con sede a Padova in via Agno 8; amministratore unico è stato Corrado Morello. Socio all’80% risultava essere Leonardo Carraro: in realtà, per gli investigatori, il socio e amministratore occulto era il padre Massimo che investiva nella società i denari provenienti dai delitti fiscali. La società è stata destinataria di provvedimenti di sequestro dei veicoli: tre semirimorichi, una motrice e tre veicoli.

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