I comitati: "Ora la giunta si dimetta"
Finiscono sotto accusa la gestione di idrovore e collettori fognari, l’eccessiva cementificazione e persino il tram. E il centrodestra chiede un Consiglio urgente sull'emergenza idrica
MESTRE. Mentre l'acqua lentamente arretra, si fa strada la polemica. Forza Italia si è messa in moto per raccogliere le firme di 12 consiglieri per richiedere la convocazione urgente di un Consiglio comunale sull'emergenza idrica. Nel mirino finiscono la gestione di idrovore, collettori fognari, l'eccessiva cementificazione, ma anche il tram. Raffaele Speranzon (An) ricorda che un anno fa l'ad di Vesta Razzini «aveva denunciato che i soldi destinati alla manutenzione della rete fognaria sono stati dirottati ai lavori per la costruzione del tram». E dai comitati cittadini degli alluvionati arriva una richiesta: «La giunta deve dimettersi».Dopo l'alluvione, la polemica. «Ora basta, la colpa non è di fenomeni eccezionali. Le idrovore vanno raddoppiate, servono le aree umide, bisogna fermare l'avanzata del cemento. E poi l'Enel si vergogni e paghi i danni: intere aree sono state isolate per ore perchè le centraline erano sotto terra», tuona il presidente del Consiglio comunale Renato Boraso. I cittadini sono sul piede di guerra. «L'anno scorso ci avevano parlato di calamità naturale e quest'anno, cosa è? Chiederemo a Cacciari di dimettersi», tuona Luciano Callegaro vicepresidente del comitato Mestre Allagata e presidente del «17 settembre»: la sua casa di via Crispi è finita di nuovo sott'acqua. Il mondo politico veneziano? In subbuglio. «Dirottare i fondi destinati al Mose all'emergenza idrogeologica in terraferma», è la richiesta dei Verdi Gianfranco Bettin e Giuseppe Caccia. «Stiamo pagando, con gli interessi, decenni di indiscriminata cementificazione» e la colpa dicono è di Regione, Magistrato alle acque e consorzi di bonifica.
Bugie, bubbole, ribatte il governatore veneto Giancarlo Galan: «La verità è che non sono mai venuti meno i finanziamenti per centinaia e centinaia di milioni di euro dalla Regione del Veneto destinati al Comune di Venezia», spiega. «Non è esondato nessun corso d'acqua. Ciò che non ha retto è il sistema di raccolta e di collettamento delle acque piovane, di qui il sollevamento delle stesse nella rete idraulica di smaltimento». Massimo Venturini (Margherita) incalza: «Urge un sistema Mose per la terraferma, serve un commissario per snellire le procedure, servono risorse pari a centinaia di milioni di euro». I Verdi ma anche Forza Italia, annuncia il capogruppo Cavaliere, chiederanno un Consiglio comunale straordinario. E Saverio Centenaro attacca la giunta. «I finanziamenti della Regione per le fognature e la depurazione, provenienti dalla legge speciale sono stati pari a 385 milioni e 106 mila euro; le somme impegnate sono pari a 309 milioni e 371 mila euro mentre quelle erogate sono di quasi 212 milioni. Insomma il Comune ha i soldi ma non si fanno i lavori. I responsabili devono pagare». Replica l'assessore ai Lavori Pubblici Sandro Simionato: «Il mio ufficio ha portato avanti progetti per milioni di euro che erano fermi da tempo. Se questa vicenda è motivo di scontro istituzionale, questo vale per tutti. Ma ora dobbiamo agire». Critico con la Regione è anche l'urbanista Stefano Boato: Palazzo Balbi da 8 anni deve redarre il piano di assetto idrogeologico per il bacino scolante. «Uno scandalo a livello nazionale», sentenzia. Per Speranzon (An) urge un piano di emergenza idraulica. Per il senatore Tiziano Treu bisogna «riorientare la nuova politica pubblica al bene comune e all'equilibrio ambientale».
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