Ha un malore in piscina finanziere muore a 50 anni

Malore in piscina, muore poche ore dopo per infarto il finanziere Umberto De Angelis. 50 anni, originario del Lazio, appuntato scelto, per 30 in servizio alla guardia di finanza. Era una delle colonne della compagnia di San Donà, militare esperto e capace. Aveva sofferto di problemi cardiaci e ipertensione, ma era sotto controllo medico e amava praticare sport per tenersi in forma. In particolare il nuoto, in piscina.
Martedì pomeriggio si era recato appunto in piscina per fare due bracciate, scaricare la tensione, proseguire con i suoi allenamenti settimanali che erano costanti da diverso tempo ormai. Poco dopo l’immersione in acqua e le prime nuotate in vasca ha accusato però un malore. Ha subito capito che si trattava del cuore. È stato trasportato immediatamente al pronto soccorso e subito ricoverato per tutte le visite del caso. Ma l'infarto è arrivato fatalmente poche ore dopo ed è stato impossibile strapparlo alla morte nonostante i disperati tentativi dei sanitari del reparto di emergenze sandonatese. Una morte comunque ancora da accertare nelle sue cause precise e, infatti, sarà con tutta probabilità disposta l'autopsia. Una volta effettuato l'esame autoptico per accertare le cause del decesso, potrà essere rilasciato il nulla osta ai funerali, che dovrebbero essere fissati per sabato al duomo cittadino.
Dolore e cordoglio nella compagnia di San Donà, ora in lutto per la sua morte dopo che solo due giorni prima era scomparso un altro finanziere,il maresciallo Giulio Pansini, comandante del nucleo mobile e Jesolo, ma in precedenza in servizio anche a San Donà, morto a causa di una grave malattia a 56 anni.
Sposato con Roberta, Umberto De Angelis aveva un figlio di 20 anni, Alberto, a lui molto legato. Una famiglia unita e serena, proprio come lui, militare serio e rispettoso, ma anche capace di sdrammatizzare le situazioni più difficili con un sorriso, una battuta sempre simpatica, mai sopra le righe. Era molto conosciuto anche perché sovente svolgeva servizio all’ingresso per il controllo dei documenti, degli ingressi e uscite dalla caserma vicino a piazza Rizzo. Era il primo finanziere che accoglieva colleghi e cittadini, pronto a dare consigli o indicazioni di ogni genere. Così lo ricordano amici e colleghi di tanti anni e il comandante, capitano Pietro Iero, che si è unito al cordoglio della famiglia.
Giovanni Cagnassi
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