Ha partorito la donna ferita nello scoppio di una bombola

L'esplosione, giovedì sera, ha devastato una palazzina di via Levada: boato sentito a 5 chilometri di distanza
Concordia, la palazzina devastata dall'esplosione
Concordia, la palazzina devastata dall'esplosione

CONCORDIA. L’esplosione le provoca la rottura delle acque. E' nato il bambino della donna di origini marocchine residente nel condominio di via Levada, scosso giovedì sera da un potente boato, a causa dell'esplosione di una bombola di Gpl.

Una gravidanza ormai al termine, la sua, ma certamente lo shock subito - a detta dei medici - ha accelerato il parto, che si è svolto senza complicazioni. Ora mamma e bimbo stanno bene, ricoverati all’ospedale di Portogruaro.

Una buona notizia dopo lo spaventoso incidente che avrebbe potuto contare delle vittime e su cui ora indaga la magistratura di Pordenone per disastro colposo contro ignoti.

«Ero fuori in cortile quando ho sentito uno scoppio fortissimo giungere da poco lontano. La casa ha tremato, ho temuto che scoppiassero i vetri». Le prime reazioni degli abitanti del quartiere di Teson di Concordia sono state di terrore e sconcerto anche se non tutti hanno realizzato subito i fatti. «Questa è una zona industriale» raccontano, «dove le fabbriche sono più numerose delle case, perciò inizialmente ho creduto si trattasse di una cannonata sparata da una fabbrica vicina per far allontanare i piccioni, ma questo era un boato diverso». Presente la sera dell’incidente ed il mattino seguente sul luogo dell’esplosione anche il sindaco Claudio Odorico. I locali, intanto, sono stati posti sotto sequestro.

 

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