Guide turistiche, Venezia resta al palo: boom di bocciati al concorso, è caos
L’esito della selezione nazionale dopo 12 anni di attesa: 80 domande e 40 minuti per rispondere. Promosso il 2 per cento dei candidati

Dodici anni di attesa, rinvii e ricorsi, ma il risultato del primo concorso nazionale per guide turistiche non ha avuto l’esito sperato e Venezia è finita al palo: i circa 100 candidati iscritti alle associazioni del territorio sono stati tutti bocciati. Una débâcle annunciata, a detta delle rappresentanti di categoria, che i mesi scorsi hanno portato le loro richieste ai tavoli ministeriali e addirittura davanti al Tar. Ma nemmeno l’accoglimento del ricorso da parte del tribunale era servito a far tornare il ministero del Turismo sui propri passi: la ministra Daniela Santanché aveva deciso di procedere comunque con le prove senza attendere il giudizio di merito dei giudici. E, risultati alla mano, è stata una disfatta.
La carica dei bocciati
A raccontare l’attesa del concorso, ma anche la difficoltà delle prove, ci pensano i numeri: 29.228 le domande presentate, 12.191 le aspiranti guide che si sono presentate alle prove, già diminuite a causa della mole di studio e del poco tempo a disposizione, solo 230 i promossi: meno del 2%. I candidati veneti sono stati circa 1.945, un centinaio quelli veneziani, che si sono sottoposti alla prova scritta a Ferrara, sede anche per il Friuli, l’Emilia e l’Umbria.
Quattro regioni, ma solo 50 le guide promosse. «Probabilmente tra questi ci sarà anche qualche veneto, ma saranno pochi, visti i risultati» commenta Silvia Donaggio, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Abilitate (Agta). Donaggio non ha dubbi su come definire il concorso in questione: «Una grande delusione, con il Ministero che ha sempre tirato dritto, nonostante le mille perplessità sollevate. E, anzi, cosa ancor più grave, ha ribaltato all’ultimo minuto le carte in tavola». Da una parte i requisiti d’accesso, considerati troppo morbidi dalle associazioni di categoria, dall’altra le prove generalizzate, senza domande specifiche legate al territorio in cui le aspiranti guide avrebbero preso servizio. Nel mezzo, la ferma volontà del Ministero di andare avanti nonostante tutto e tutti.
Le prove
Ottanta domande a risposta multipla e quaranta minuti per completarle. Venticinque i punti da totalizzare per essere promossi. Cinquecento i siti da sapere, disseminati in tutto lo Stivale. Monumenti, zone archeologiche ma anche naturalistiche, siti famosi e altri sconosciuti, alcuni addirittura chiusi da anni. «Avevamo concordato una prova più logica», fa presente Donaggio, «con domande sulla storia dell’arte, storia e archeologia, per verificare le reali competenze culturali. Invece quest’esame si sarebbe superato solamente guardando le pagine Wikipedia, hanno chiesto persino dei siti non raggiungibili e chiusi, che senso ha?».
«Selezione seria e rigorosa»
Per il Ministero del Turismo i risultati non sono un’anomalia, anzi, confermerebbero la selezione «seria e rigorosa» che è stata fatta. «È singolare», si legge in una nota, «che si contesti un esame di abilitazione perché severo». Nessun ripensamento, dunque, tanto che il dicastero assicura che la prova si ripeterà ogni anno e che il modello potrà essere affinato. Ancora una volta, è la referente dell’Agta a scuotere la testa: «Chi ha superato quest’esame non è preparato per lavorare, noi per primi ci offriamo di appoggiarli».
Venezia al palo
Se qualche mese fa le associazioni di categoria vedevano nel concorso la possibilità di rimpinguare le fila delle guide veneziane, poco meno di 200 a fronte di un bisogno altissimo, ora hanno perso tutte le speranze. «Le ripercussioni di questi risultati sulla città ci saranno eccome, e saranno negative».
Le guide influencer
Intanto, il Ministero ha aperto un bando per le guide già abilitate, per diventare content creator istituzionali, in poche parole influencer del turismo. Senza, però, alcun compenso previsto.
«È svilente per l’intera categoria», conclude Donaggio, «non facciamo volontariato e, soprattutto, passa l’idea che basti fare un video da sotto un monumento per essere una guida. Niente di più falso».
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