In trecento per cantare Guccini: l’appuntamento alla parrocchia della Cita di Marghera
Una partecipazione quasi inaspettata, dopo l’appello del parroco don Nandino Capovilla: «Tutti con la voglia di cantare e non assistere ad un concerto dell'ennesimo a cui battere le mani. Così ci ha formati Guccini»

Oltre 300 persone, un fiume di gente domenica 9 agosto alla parrocchia della Cita di Marghera ha risposto all'appello del parroco, don Nandino Capovilla, per cantare tutti assieme le canzoni di Francesco Guccini.
Una partecipazione quasi inaspettata, grazie al passaparola, per ricordare il grande cantautore spentosi nella sua Pàvana. «Incalcolabile il numero di persone unite dal semplice “ci troviamo a cantare le canzoni di Francesco Guccini” che ci hanno cresciuto come cittadine/i inquieti e ribelli», racconta il sacerdote.
«Arrivano da ogni dove chi con la chitarra, chi con il canzoniere sbrindellato degli scout, chi con una bottiglia di vino buono. Tutti con la voglia di cantare e non assistere ad un concerto dell'ennesimo a cui battere le mani. Così ci ha formati Guccini». Il sacerdote ha anche letto passi della orazione funebre per Guccini dell'amico cardinale Zuppi.
Nonostante la serata improvvisata e l'impianto acustico limitato, spiega il parroco, «nessuno si lamenta perché apre sullo smartphone il testo e canta con il compagno vicino. E chi vuole prende il microfono e ricorda o protesta ancora: «La sua Auschwitz oggi è Gaza».
Da "Dio è morto” a “L’Avvelenata” e a “La Locomotiva”, la serata di domenica alla Cita ha intrecciato ricordi, canzoni, interrogativi e voglia di un mondo di pace senza guerre.
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