Guardie del corpo armate per Gaiatto

Erano sempre presenti con la pistola in vista quando il trader riceveva i suoi clienti nella sede di Venice Forex a Nova Gorica
DE POLO - DINO TOMMASELLA - PORTOGRUARO - VIA BASSA DI PORTOVECCHIO
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Inchiesta in corso sulle guardie del corpo di Fabio Gaiatto. L’accusa è di possesso illegale di armi. Si sono mosse le autorità della Slovenia, dopo una serie di denunce: quando il trader di Portogruaro riceveva i suoi clienti nella sede di Venice Forex a Nova Gorica, all’interno dell’ufficio erano sempre presenti due guardie del corpo armate di pistola. Gli investitori sloveni truffati, all’atto della denuncia per il raggiro, hanno presentato una seconda denuncia, relativa appunto al possesso non autorizzato di armi.

Non ci sono iscritti tra gli indagati, ma la Procura di Nova Gorica ha un elenco di nominativi sul proprio tavolo. Le descrizioni sulla figura di queste persone, che cambiavano a seconda delle esigenze del Gaiatto, sono tutte concordanti. Si trattava di uomini di bell’aspetto, muniti di occhiali scuri e di pistola messa ben in vista.

Cosa ci facessero lì è un mistero che la magistratura della Slovenia vuole risolvere, al pari probabilmente di quella italiana. Infatti sulla storia delle guardie del corpo di Gaiatto la Guardia di Finanza di Portogruaro ha scoperto delle cose interessanti. Inizialmente erano sei, poi si sono ridotte a quattro e infine a una soltanto, attiva ancora alla fine di luglio, visto che qualcuno ha visto la mamma di Gaiatto (il cui ruolo nella vicenda è al vaglio degli 007 della Procura di Pordenone) in compagnia di un bodyguard mentre assieme andava a fare la spesa. Anche questa una circostanza curiosa.

Le guardie del corpo apparterebbero a un’agenzia di sicurezza del centro di Napoli e che, dopo aver soggiornato in un hotel a Portogruaro si sarebbero messi in accordo per alloggiare in un bed and breakfast meno in vista. Andavano la sera in pizzeria e hanno fatto amicizia con le bariste.

Gaiatto li ha assunti come giardinieri o elettricisti pur di averli in casa. Non è chiaro il motivo per cui le guardie del corpo seguissero come un’ombra Gaiatto, la moglie e la madre dappertutto.

È stato Gaiatto a volere a tutti i costi le guardie del corpo perché aveva paura che qualche cliente lo aggredisse, o è stato qualcun altro a “imporre” le guardie del corpo a Gaiatto, magari per recuperare soldi perduti, mandandole avanti ome garanzia che i problemi economici si risolvessero. Con una pistola puntata, a volte, le soluzioni si trovano. La magistratura adesso cerca le risposte anche questo dettaglio non certo trascuranile. C’è un filo rosso che porta direttamente in Campania, tra Napoli e Caserta.

Intanto oggi a Pordenone è previsto un supervertice in Procura e continueranno gli interrogatori degli altri indagati. —



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