Grandi navi, maxi multa di 2 mila euro per la nuotata di protesta

Costerà caro il bagno, chi si è tuffato nel canale della Giudecca riceverà a casa la contravvenzione. Polizia e Capitaneria stanno identificando tutti i protagonisti

VENEZIA. Le foto delle loro cuffie rosse e arancioni, e dei salvagenti colorati con i quali si sono buttati in acqua per fermare le grandi navi hanno fatto il giro del mondo - e attirato anche l’attenzione di Oliviero Toscani - ma ora quel tuffo rischia di costare caro ai circa cinquanta manifestanti che sabato pomeriggio, alle 16.10, si sono buttati in acqua nel canale della Giudecca. Con ogni probabilità infatti per questo tuffo fuori programma saranno multati con una sanzione che potrebbe arrivare a sfiorare i 2 mila euro, per un totale di circa 100 mila euro se verrà consegnata a tutti i manifestanti che polizia e capitaneria di porto in parte conoscono e in parte la questura identificherà con l’analisi dei filmati della manifestazione. Ieri al tuffo dei manifestanti i poliziotti impegnati nel servizio d’ordine hanno reagito facendo un cordone di sicurezza per evitare che potessero esserci incidenti, non solo con le grandi navi, ma anche con gli altri mezzi di passaggio per il canale della Giudecca, dai vaporetti, ai taxi, ai barchini.

Il blitz è scattato poco dopo le 16: dopo essersi portati in mezzo al canale i manifestanti hanno steso una corda di 300 metri con animaletti galleggianti come boe, sulle quali hanno poi piazzato una decina di bandiere per segnare il territorio e sbarrare il passaggio ai bestioni del mare. I manifestanti in acqua, tra i quali i leader della protesta contro il passaggio della navi da crociera in laguna, hanno dovuto lottare anche contro una forte corrente che li trascinava in direzione del Lido e dopo poco più di un’ora sono tornati ad asciugarsi sulle rive. Un tuffo non concordato, ritenuto pericoloso dalla polizia, sul piano dell’incolumità dei manifestanti e della stessa navigazione, anche se poi tutto si è concluso nel migliore dei modi, se si escludono un paio di lievi malori tra chi era a mollo nel canale della Giudecca.

In ogni caso altri profili penali sono in corso di accertamento: riguardano infatti la violazione delle prescrizioni del questore sull'autorizzazione alla manifestazione, che non comprendeva ovviamente il fuori programma in canale, e l'eventuale interruzione di servizio pubblico, per la sospensione dei passaggi dei vaporetti durante la nuotata di protesta. Un’interruzione che ovviamente ha coinvolto anche le navi da crociera. I manifestanti rischiano quindi di essere denunciati per blocco alla navigazione, un reato che potrebbe essere punibile fino a dieci anni di reclusione, un reato per il quale erano stati accusati e poi assolti circa 70 gondolieri che nel 2003 e nel 2005 avevano bloccato il Canal Grande per protesta. Dovrà essere la questura a decidere, nelle prossime ore, se denunciare o meno chi ha infilato cuffia e costume.

A discarico dei manifestanti potrebbe esservi tuttavia la considerazione che la manifestazione, se pur eclatante, si è svolta peraltro con modalità del tutto pacifiche. Le più che probabili multe e le possibili denunce non spaventano però i manifestanti. «Se arriveranno queste multe da 2.000 euro di cui si parla» dice Marco Baravalle, uno dei leader della protesta, «come prima cosa faremo ricorso, e i manifestanti possono stare tranquilli che nessuno verrà lasciato solo». Il dato di fatto però, «sul piano politico» è che «sarebbe assurdo multare i manifestanti di un’iniziativa pacifica come è stata quella di sabato, considerando che illegali sono le navi da crociera oltre le 40 mila tonnellate che quotidianamente passano per San Marco quando c’è un decreto che glielo impedisce. E invece di bloccarle, si preferisce multare chi si batte per impedirne il transito».

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