Gpl, il Consiglio di Stato rinvia Tavolo tecnico sulle gasiere

Fumata nera ieri al Consiglio di Stato che ha deciso di rinviare la decisione sulla sospensiva richiesta dal Comune per bloccare i lavori all’impianto gpl al 25 ottobre quando è in calendario un’udienza su una medesima richiesta inoltrata dal comitato No Gpl. In attesa della decisione, ieri il sindaco Alessandro Ferro ha convocato per la seconda settimana di ottobre il tavolo tecnico sulla sicurezza in cui siederanno Regione, Città metropolitana, Capitaneria, Autorità di sistema portuale, Dipartimento interregionale dei vigili del fuoco per discutere dell’impatto nell’operatività del porto di Chioggia del transito delle navi gasiere.
Com’era plausibile nell’udienza di ieri i giudici del Consiglio di Stato hanno preferito non assumere alcuna decisione accorpando le due richieste di sospensiva arrivate in momenti diversi dal Comune e dal comitato. La decisione sulla richiesta di sospendere l’annullamento dell’ordinanza del Comune di maggio 2017 che imponeva il ripristino dello stato dei luoghi per assenza del titolo paesaggistico è rinviata al 25 ottobre.
Fra un paio di settimane si riunirà il tavolo tecnico che dovrà ragionare sull’operatività del porto dopo l’entrata in esercizio dell’impianto, in particolare sul transito in sicurezza delle gasiere. «Il nostro porto», precisa il vicesindaco Marco Veronese, «si caratterizza per una stretta vicinanza del canale navigabile al centro cittadino e a zone densamente popolate. Nella storia si ricordano già incidenti, anche di una certa entità, causati da manovre errate delle navi. Nell’incontro collegiale di ottobre verrà discussa in particolare la determina dirigenziale 333 del 2015 della Città metropolitana in cui si dichiarava la non assoggettabilità dell'impianto a Valutazione impatto ambientale condizionandola «all’approvazione da parte delle autorità competenti delle necessarie varianti conseguenti all’introduzione del traffico di navi gasiere alla struttura organizzativa e gestionale del porto, emergenti dal piano di sicurezza».
Nel tavolo verrà prodotto un documento da trasmettere al Ministero delle infrastrutture in cui verrà indicato se la variante citata sia la variante al Piano regolatore portuale. «Se così sarà», spiega Veronese, «la variante si collocherebbe in un momento precedente all'introduzione del nuovo traffico e sarebbe un tema molto più vasto. Non riguarderebbe più solo la sicurezza dei trasporti via mare collegati al gestore, ma i rischi per tutta l’area, anche a terra. Il procedimento di modifica del Prg portuale non è mai stato avviato. Dopo il documento ci aspettiamo che il Ministero convochi una conferenza di servizi o un nuovo tavolo tecnico a Roma». —
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