«Gli albergatori non sono agenti contabili»

Per il Tar non sono responsabili della riscossione della tassa di soggiorno per conto del Comune

Albergatori parzialmente soddisfatti dal giudizio del Tar sulla sospensiva - pure negata - per le nuove regole sulla tassa di soggiorno, imposte dal Comune anche sulla base di un parere richiesto alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Questa volta la contestazione non riguardava più l'imposizione del tributo - ormai accettato - ma il ruolo di "agenti contabili di fatto" che, sulla base del parere della Corte dei Conti, Ca'Farsetti ha attribuito loro, obbligandoli a registrare codici fiscali per i turisti italiani e generalità per quelli stranieri, ai fini di una più efficace lotta all'evasione dell'imposta, con un pesante aggravio burocratico. A giudizio del legale dell’Ava - l’Associazione veneziana albergatori - l’avvocato Alfredo Bianchini, l’ordinanza del Tar nella sostanza confermerebbe che gli albergatori non sarebbero agenti contabili di fatto - come sosteneva la Corte dei Conti - e dunque non avrebbero l’obbligo di riscossione dell’imposta. In base al giudizio del Tar essi non sarebbero responsabili nei confronti del Comune della riscossione dell’imposta, ma solo nei confronti degli ospiti. Di conseguenza il denaro incassato dall’albergatore non sarebbe denaro pubblico, diventandolo solo nel momento in cui esso viene introitato dal Comune. Per questo gli albergatori non avrebbero l’obbligo di rendicontare le entrate dell’imposta di soggiorno al Comune, ma sarebbe Ca’ Farsetti ad avere invece questa incombenza nei confronti della Corte dei Conti, come sottolinea l’ordinanza del Tar. Nuovo punto a favore della difesa degli alberghi veneziani intanto contro l'Inps, che ha riavviato l'azione di recupero degli sgravi contributivi del triennio 1994-97 dopo l'intervento della Commissione europea, che aveva dichiarato illegittima (in quanto avrebbe violato la norma sulla libera concorrenza) la normativa nazionale che aveva riconosciuto la specificità di Venezia quanto ad aumenti di spesa per le aziende locali, garantendo sgravi contributivi. Dei quali ora l'Inps chiede conto. Ieri, però, dopo un primo decretro d'urgenza già favorevole, il Tribunale amministrativo regionale ha accolto la richiesta degli avvocati Alfredo Bianchini e Francesca Busetto di sospendere l'efficacia dei formulari che l'Istituto di previdenza ha inviato ad alberghi ed altre imprese. I due legali veneziani avevano presentato ricorso per conto degli hotel Cipriani della Giudecca, Monaco, Londra, Giorgione, Principe, Continental, Concordia Gabrielli, Metropole Bonvecchiati, Savoia & Jolanda, Rialto, La Fenice e Ala di Venezia, Quattro Fontane del Lido, e per la società Rosa Salva. Per ora non si paga e il 19 giugno ci sarà l'udienza di merito.

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