Giro Spinea verso la chiusura

Spinea. Checchin: «Non ci sono soldi per mantenere il servizio»
Il bus del Giro Spinea
Il bus del Giro Spinea
 SPINEA.
Il Giro Spinea? Potrebbe presto fermarsi. La navetta che collega i quartieri della città con le principali linee di trasporto pubblico rischia lo stop a causa dei tagli: dalla Regione i fondi potrebbero presto diminuire di un quarto rispetto agli attuali e il Comune non potrà sopperirvi. Per quest'anno, almeno per il primo semestre, il servizio è salvo.
 Il sindaco Silvano Checchin però spiega cosa potrebbe accadere dopo. «Il Giro Spinea è finanziato con un contributo regionale di 150 mila euro l'anno a cui si aggiungono 90 mila euro messi dal Comune di tasca propria». E' proprio la quota parte comunale a rappresentare il problema. Già la somma non è poco per un comune che, come tanti altri, fatica a far quadrare i bilanci. «Ma se come sembra - spiega Checchin - è in arrivo un taglio fino al 25 per cento dei fondi destinati al trasporto pubblico regionale, allora è chiaro che i minori contributi in arrivo dalla Regione dovranno essere equilibrati con un maggior esborso del Comune e questo oggi a Spinea Spineanon è possibile». Si prospetta dunque per la navetta cittadina un pensionamento anticipato. «Per questo primo semestre del 2011 non ci sono problemi, il servizio è coperto - precia il sindaco - da quest'estate si vedrà». Le prospettive non sono buone. Anche Spinea soffre i tagli che non risparmiano niente e nessuno. Checchin lo ha sempre detto e ora lo ribadisce: «Delle due, una: o tagliamo i servizi o li facciamo pagare di più. Quelli essenziali non si toccano, il trasporto pubblico rappresenta un problema serio. Stiamo già lavorando nel caso ci trovassimo nell'eventualità di dover tornare alla situazione antecedente l'attivazione di Giro Spinea». Il che significa eliminare i collegamenti urbani verso le linee Actv, mantenendo solo quella storica dal centro di Spinea a Fornase, com'era prima del 2007. Com'è quantificabile la perdita? «Il servizio è utilizzato soprattutto nelle ore di punta - conclude Checchin - ma molte corse restano ancora oggi quasi vuote».

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