Giro di false fatture per 20 milioni di euro Condannati tre soci

Fino a 4 anni di reclusione per tre imprenditori napoletani che hanno realizzato una “cartiera” evadendo il Fisco

Hanno aperto la Tecnosald Srl-Unipersonale registrandone la partita Iva come attività per la “fabbricazione di strutture metalliche”. Ma l’unica produzione che la ditta con sede a Camponogara ha mai effettuato - secondo la Procura di Venezia - sono i 20 milioni di false fatture a favore di altre società intestate o riconducibili agli stessi titolari (Co.S srl, Isi, Gneral Servixe, Impianti Srl, Saldo fer, Ge Tur), queste sì ben attive e tra le imprese al lavoro anche per Fincantieri.

Un meccanismo truffaldino che si ritrova sempre più spesso, nonostante ripetutamente scoperto.

Il Tribunale di Venezia - accogliendo le richieste del pubblico ministero Roberto Terzo - ha condannato tre imprenditori napoletani per emissione di fatture false, evasione fiscale e distruzione delle scritture contabili: 4 anni di reclusione per Bruno Improta e Mariano Danno (che risiede a Cavarzere), 3 anni e 9 mesi per Aniello Cangianiello. La sentenza è stata emessa venerdì pomeriggio, dal collegio presieduto dal giudice Stefano Manduzio.

Una fabbrica di false fatture ad altissimo tasso di attività, avevano ricostruito le indagini della Guardia di Finanza, che si era ritrovata davanti a una società prova di dipendenti e di strutture, ma capace di emettere - si legge nel capo di imputazione - «tra il 2014 e il 2016 a numerose società con sede in Campania, fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, per un ammontare complessivo di 19.897.942 euro». Il gruppo di imprenditori faccendieri napoletani si sarebbe, inoltre, servito di un cittadino tunisino utilizzato come testa di legno per l’apertura di conti correnti in banche di Mestre e Napoli, necessari alla triangolazione dei soldi.

Così - ad esempio - a favore della sola Co.S. srl, nel triennio 2014-2016 la Tecnosald ha emesso fatture per 4,4 milioni di euro con le causali più disparate, dal “noleggio macchinari” alle “consulenze”.

Tutti soldi, per altro, sottratti al Fisco. —

R.D.R.

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