Giornata Memoria: Zaia indossa la Kippah e va al Ghetto

VENEZIA - Il presidente del Veneto, Luca Zaia, insieme al presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, insieme a una rappresentanza di consiglieri ha presenziato questa mattina in campo del Ghetto, a Venezia, alla celebrazione per la giornata della memoria.
Dopo la posa di una corona d'alloro e la recita del kaddish e del salmo 79 da parte del rabbino capo, Ghili Benyamin, la processione si è trasferita nella vicina sala Montefiore, dove i rappresentanti regionali e il presidente della Comunità ebraica di Venezia, Paolo Gnignati, hanno tenuto un breve discorso.
«La presenza delle istituzioni qui oggi - ha introdotto Gnignati - è per noi segno di attenzione nei confronti di una parte della comunità che si riconosce nella più ampia comunità della regione Veneto, la riaffermazione di essere parte di una più grande comunità. La riflessione odierna non serve per compiangere o solo per il ricordo, ma intende dare un segno di quelle virtù e ragioni per cui qualcosa di tragico è stato superato, con qualità che ci servono per affrontare anche il presente e il futuro».
«La giornata della memoria - ha confermato Ruffato - deve essere solo la parte finale di un lavoro culturale e educativo svolto nel resto dell'anno. Il nostro impegno, come istituzioni, deve essere quello di sostenere ogni iniziativa, a livello scolastico, culturale e sociale, perché non si ripetano più certi orrori, ma cresca invece nei giovani la cultura del rispetto reciproco, del vivere insieme, all'interno di una società in cui tutti hanno gli stessi diritti».
A concludere è stato Zaia. «Come già dissi lo scorso anno - ha affermato il presidente del Veneto - il vero pericolo evidente è quello del negazionismo, dell'antisemitismo strisciante in rete, spesso diffuso da cialtroni che non si rendono conto del male che fanno, ma a volte propagato da autentici delinquenti. Siamo qui per guardare al futuro, consci di quanto avvenuto in passato, ed è per questo che il terzo tema importante è quello dell'appuntamento del 2016 con i cinquecento anni del nostro ghetto, il più vecchio d'Europa. Vogliamo arrivarci, e la Regione si mette a disposizione per investire su questo e per dare il massimo decoro al ghetto - ha poi aggiunto - ancora meglio di come faremo con l'Expo: una battuta, ma anche la consapevolezza che è una realtà che va valorizzata, essendo passata da simbolo di isolamento e separazione a occasione di aprirsi al mondo intero».
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