“Giornata della Memoria” Mirano ricorda i Martiri

La piazza principale della città come grande aula di storia per studenti e cittadini I protagonisti di allora e i liceali spiegheranno la Resistenza ai più giovani
Di Filippo De Gaspari
manifestazione partigiani a mirano manifestazione partigiani a mirano
manifestazione partigiani a mirano manifestazione partigiani a mirano

MIRANO. È la giornata della memoria di Mirano, nel giorno in cui la città ricorda i suoi martiri caduti nella notte tra il 10 e l’11 dicembre 1944: allora sei giovani partigiani del gruppo di Luneo vennero catturati a causa della delazione di una spia e, dopo la tortura, uccisi dagli occupanti nazisti e dai loro collaborazionisti fascisti.

Si chiamavano Cesare Chinellato, Bruno e Giovanni Garbin, Cesare e Severino Spolaor, Giulio Vescovo. Da alcuni anni a ricordare quei fatti sono gli alunni delle scuole di Mirano, che anche quest’anno percorreranno i sei luoghi della tortura e della fucilazione in piazza Martiri (la Casa del Fascio, via Barche, la farmacia Sansoni, via Castellantico, il municipio e l’ovale): i giovani sosteranno nei diversi punti e in ognuno ascolteranno un racconto dei testimoni diretti che hanno vissuto l’eccidio o di persone che hanno approfondito quei tragici fatti.

I testimoni saranno affiancati dagli studenti dei licei che spiegheranno le vicende ai loro “fratellini” più piccoli. Poi ritrovo a centro piazza, vicino al monumento del partigiano, per la commemorazione ufficiale con il sindaco Maria Rosa Pavanello e la presidente del Consiglio comunale Renata Cibin. L’iniziativa è promossa dagli istituti comprensivi di Mirano e dal liceo Majorana-Corner, con il Comune, l’Anpi e l’Auser.

La Giornata della memoria è stata istituita dal Consiglio comunale nel 2003 e celebrata l’11 dicembre di ogni anno in ricordo della più violenta rappresaglia in paese. È dedicata a tutte le vittime del nazifascismo cadute a Mirano nell’inverno 1944-45: Oreste Licori, fucilato l’1 novembre 1944, i trucidati del 17 gennaio 1945 come Luigi Bassi, Ivone Boschin, Dario Camilot, Michele Cosmai, Primo Garbin, Aldo Vescovo, Gianmatteo Zamatteo, poi Luigi Tomaello e Mario Marcato, morti in combattimento il 27 aprile 1945, senza dimenticare la deportazione in Germania, da cui non fecero più ritorno, nel febbraio 1944, Nella Grassini e Paolo Errera. A fine giornata, nella sala conferenze di corte Errera, alle 20.45, l’Anpi con l’Aned, Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, commemorerà con Roberto De Pieri un altro miranese, il medico Oscar Zannini, che fu deportato e morì nel 1945 nel campo di lavoro e sterminio a Dora-Mittelbau, in Germania.

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