Gazzera e via Olimpia Le stazioni entro il 2013

Metrò regionale, primi “treni cadenzati” in servizio fra circa un anno E a Marghera serve una fermata più ampia per il Vega e via Torino
Di Mitia Chiarin

Entro novembre 2013 saranno pronte le nuove stazioni del metrò regionale (Sfmr) della Gazzera e via Olimpia.

Il progetto. Due interventi attesi per dare forma al progetto della metropolitana di superficie nel territorio mestrino ma che sono stati fortemente rallentati in questi ultimi venti anni. Attiva la stazione dell’ospedale e della porta ovest di Mira, si attendono le due stazioni mestrine più importanti. Ma ci ha messo lo zampino Rfi ( che gestisce la rete ferroviaria di Trenitalia) che ha chiesto modifiche in corso d’opera alla Regione, dopo la conferenza di servizi che ha dato il via ai cantieri nel 2009.

Il punto in commissione. Lo ha spiegato l’assessore regionale ai trasporti Renato Chisso che è andato con i suoi tecnici martedì a fare il punto in commissione comunale sui tempi del metrò regionale, costo complessivo sui 300 milioni di euro. Dai partiti di Ca’ Farsetti l’ennesimo invito a fare in fretta con i cantieri e il via alle corse per venire incontro alle difficoltà quotidiane di spostamento di tanti pendolari.

Due stazioni collegate. Per Gazzera e Olimpia il futuro è collegato, mancano 18 mesi alla fine dei cantieri. In questi mesi si è lavorato a sottoservizi, opere viarie. Le modifiche imposte da Rfi, dicono i tecnici, hanno conseguenze sulle linee servite dalle due fermate. Viene eliminata la fermata alla Gazzera per i treni della linea per Trieste mentre resta il collegamento con Udine-Treviso. Dalla Gazzera si potrà andare all’ospedale dell’Angelo ma non a Quarto d’Altino. Rfi ha preteso anche un terzo binario aggiuntivo. Per ovviare ai disagi, le “code” (i tratti finali) delle due stazioni si ritrovano a una distanza di 500 metri e saranno collegate da un percorso ciclopedonale, che consentirà ai pendolari di spostarsi da una all’altra stazione. Entro quest’anno andrà in gara la stazione di Marocco assieme ai sottopassi di via Selvanese e via Asseggiano, che collegano alla stazione di Spinea.

Porto Marghera. E si torna a parlare della stazione di Marghera, rimasta finora solo un progetto sulla carta. I disegni di dieci anni fa e i costi (un milione e 200 mila euro) dovranno essere rivisti. Servirà una stazione più grande visto che l’area serve il Vega e via Torino. E servirà il contributo anche del Comune per finanziarla, manda a dire la regione.

Quadrante. Così come è da finanziare il collegamento (stima 200 milioni di euro) con l’aeroporto Marco Polo di Tessera passando per il bivio ferroviario di Dese. In Comune tutti lo vogliono, si è detto martedì.

Chisso promette i treni. «Tra la fine di questo anno e l’inizio del prossimo entreranno in funzione i treni cadenzati con un orario ben preciso - ha detto l’assessore veneto - Infatti sono previsti treni ogni 15 minuti verso Padova, ogni 20 verso Treviso e sulla linea di Castelfranco ogni 30». Per la stazione di Porto Marghera, Chisso precisa: «La considero molto importante, dobbiamo studiarla bene assieme al Comune di Venezia, perché dovrà essere di servizio non solo al Vega ma per tutta l’area industriale, dunque stiamo valutando il come ma non è certo in discussione. Infine per la stazione del bosco di Mestre a Ca’ Solaro, se il Comune vuole noi siamo qui». Altra stazione da realizzare è quella tra Carpenedo e il cimitero, in via Santa Maria dei Battuti, ferma al progetto esecutivo che risulta finanziato ma, a quanto pare, solo sulla carta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia