Garage San Marco, bloccato l’ampliamento

Secondo parere negativo della Soprintendenza sui 500 nuovi posti auto a ridosso dell’acquedotto storico che è vincolato

VENEZIA

Secondo disco rosso della Soprintendenza all’ampliamento del Garage San Marco a piazzale Roma, 500 nuovi posti auto per soddisfare tra l’altro le esigenze di Veritas e della Cittadella della Giustizia. E il Tar, con la sentenza pubblicata ieri, ha respinto il ricorso presentato dalla società del parcheggio contro il “niet” della Soprintendenza, bloccando di fatto il progetto. Un pronunciamento, quello delle scorse ore, in contrasto con quello di febbraio 2017 nel quale invece i giudici amministrativi avevano annullato il parere negativo dell’ente di tutela del patrimonio storico e artistico, riaprendo la porta al progetto di raddoppio del garage. La situazione, come spiega l’avvocato Alfredo Bianchini che rappresenta il Garage San Marco, è abbastanza liquida: la Soprintendenza infatti ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza di febbraio 2017 e il giudizio è pendente. Nelle scorse ore il nuovo pronunciamento del Tar che però rischia di perdere efficacia di fronte alla futura sentenza del Consiglio di Stato.

Oggetto dell’ultima sentenza, il secondo “no” al progetto di ampliamento da parte della Soprintendenza che si era espressa nell’estate 2017 dopo la prima sentenza del Tar, ribadendo sostanzialmente la propria posizione. L’area su cui deve essere realizzato l’ampliamento del garage insiste su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e culturale per la presenza del cosiddetto “Cisternone” di fine Ottocento che faceva parte dell’acquedotto storico di Sant’Andrea. Nella prima sentenza, il Tar aveva osservato come il diniego della Soprintendenza fosse «illegittimo perché non sufficientemente motivato in ordine alle specifiche ragioni di pericolo che l’edificio a destinazione garage presenta rispetto alla cisterna oggetto di protezione: la semplice prossimità non comporta, infatti, necessariamente un pericolo per la cisterna». Nel nuovo parere l’ente ha rilevato che i primi due piani della struttura (previsti otto piani) disterebbero solo due metri dal “Cisternone”, che le fondazioni dell’ampliamento comporterebbero sollecitazioni dinamiche vicinissime alle strutture ottocentesche. E ancora che, si legge nella sentenza, secondo la Soprintendenza «Non è possibile escludere tassativamente il rischio di possibili cedimenti delle fondazioni e di deformazioni del suolo circostanti il garage, che potrebbero produrre lesioni nelle murature». Nel ricorso, la società del Garage San Marco osserva come la Soprintendenza per il secondo parere non abbia preso in considerazione la documentazione tecnica prodotta dal privato e che «l’oggetto di tutela è la struttura interna del “Cisternone” che non è visibile, mentre l’esterno è caratterizzato da un’anonima montagnola con un prato privo di pregio». Le interferenze nelle fondazioni, poi, vengono definite «sostanzialmente modeste». Secondo i giudici del Tar, non ci sono elementi portati dal Garage San Marco per comprovare l’erroneità o l’illogicità delle osservazioni da parte della Soprintendenza. Di qui la decisione di respingere il ricorso introduttivo, dichiarando irricevibili per tardività i motivi aggiunti. Ora la società del park valuterà se impugnare la sentenza. —



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