Gaiatto punta ora al Riesame contro il sequestro dei beni

La difesa del trader portogruarese Fabio Gaiatto, 43 anni, in carcere, ritenuto dagli inquirenti la mente dell’associazione per delinquere finalizzata alla truffa dei risparmiatori, ha depositato istanza di riesame anche al tribunale di Pordenone contro il decreto di sequestro preventivo disposto dal gip Rodolfo Piccin.
Il primo difensore Luca Ponti si è riservato di comunicare successivamente i motivi dell’istanza. L’udienza non è stata ancora fissata. All’ultimo la difesa potrebbe decidere di non procedere oltre.
Spetterà al tribunale collegiale di Pordenone, dunque, decidere se revocare o mantenere il sequestro sui beni ricondotti dagli inquirenti a Gaiatto e alla sua compagna Najima Romani, 31 anni, originaria di Lignano (difesa dall’avvocato Maurizio Miculan). L’ingente sequestro è stato disposto per l’ipotesi di reato di autoriciclaggio, contestata dalla Procura soltanto nei confronti della coppia di Portogruaro.
I sigilli sono stati messi dalla Guardia di finanza lo scorso 11 settembre sul compendio immobiliare del valore complessivo di oltre 3,7 milioni di euro.
Diciassette immobili, come appartamenti nelle località balneari di Lignano Sabbiadoro e Jesolo, palazzi storici di pregio, la villa con piscina a Portovecchio dove viveva Gaiatto con la compagna Romani, due alloggi a Cordovado, immobili a Piancavallo, Fossalta, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Pramaggiore, Pieve di Soligo. Il gip ha disposto inoltre il sequestro preventivo fino alla concorrenza di 43,6 milioni di euro nei confronti delle due società Studio holding doo con sede in Croazia e Venice investment doo con sede in Slovenia alle quali sono contestati illeciti amministrativi in base al decreto legislativo 231 dell’8 giugno 2001.
La Guardia di finanza ritiene che le due società estere siano riconducibili a Fabio Gaiatto e che l’amministratore di entrambe sia Najima Romani, la compagna di Gaiatto.
Alla battaglia dunque sulle misure cautelari personali ora si affianca quella della difesa di Gaiatto per il dissequestro degli immobili. La prossima tappa della vicenda giudiziaria è fissata al 2 ottobre, al tribunale del riesame di Trieste.
L’inchiesta, coordinata dal pm Monica Carraturo, ha portato all’escuzione di 15 misure cautelari. A tre indagati sono stati revocati gli obblighi dallo stesso gip dopo gli interrogatori di garanzia. Alcune misure sono state affievolite.
Diversi indagati hanno dichiarato di essere stati solo semplici clienti di Gaiatto e non procacciatori di clienti. Per questo confidano di poter uscire a testa alta dalla vicenda. —
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