Ruba lo champagne e fugge: i residenti lo pedinano e lo segnalano ai carabinieri

Il quarantenne senza fissa dimora è stato arrestato dopo essere stato visto in azione dentro un supermercato. Alcuni residenti lo hanno individuato e fotografato

Eugenio Pendolini
L'uomo ha rubato una preziosa bottiglia di champagne
L'uomo ha rubato una preziosa bottiglia di champagne

Il controllo di vicinato e le isole della laguna, un binomio che ancora (di tanto in tanto) si conferma un efficace sistema anticrimine. Anche, se non soprattutto, a Burano. Il passaparola, le calli strette che attraversano le tipiche case colorate e che facilitano il diffondersi delle voci, le finestre affacciate sui campielli. E poi, perché no, il conoscersi un po’ tutti di persona.

Così basta una foto da far girare nelle chat di whatsapp e l’autore (presunto, fino a sentenza) del reato viene individuato e arrestato. Eccola, la rete sociale. Quella in carne e ossa, però.

E non solo sui social network. Succede allora che a Burano un uomo di una quarantina d’anni sia stato arrestato dai carabinieri dell’isola dopo aver rubato una costosa bottiglia al supermercato proprio grazie al tam tam dei residenti che l’hanno colto sul fatto, segnalato, seguito e indicato ai carabinieri proprio quando stava cercando di avvicinarsi all’imbarcadero per lasciare l’isola.

Pochi minuti prima, in effetti l’uomo, algerino di nascita ma da tempo senza fissa dimora, era stato visto mentre tra le corsie del supermercato afferrava e nascondeva niente di meno che una bottiglia di Moet e Chandon, dalla modica cifra di oltre quaranta euro. E in effetti, pur visto da qualche presente, lui zitto zitto se n’era andato via dalla porta principale del supermercato.

Senza pagare, ovviamente. Qualcuno però deve averlo ben presto fotografato. Quella foto ha iniziato a girare tra i residenti. Qualcuno lo ha riconosciuto mentre se ne stava tranquillamente camminando in direzione dell’imbarcadero dell’isola. Convinto ormai di averla fatta franca. Peccato che quella stessa foto, accompagnata dalla sua descrizione e dall’accusa di furto, è arrivata anche ai carabinieri dell’isola che così non hanno dovuto far altro che incrociare le informazioni ricevute e, una volta individuato, chiedergli conto del suo comportamento. Inevitabile l’arresto per furto.

Dai successivi controlli, è poi emerso che il quarantenne aveva collezionato una sfilza di precedenti per furto. Tutti, tra l’altro, sempre tra Venezia e la provincia. E così ieri mattina è comparso nel tribunale del capoluogo lagunare per il processo per direttissima. Dopo la convalida dell’arresto, nei suoi confronti non è stata disposta alcuna misura cautelare, nemmeno il divieto di dimora: innumerevoli provvedimenti simili gli erano già stati comminati e poi venivano puntualmente disattesi. Così il giudice ha concesso i termini a difesa e rinviato l’udienza per la prosecuzione del processo.

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