Franceschini: «Grandi navi presto il percorso definitivo»
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Ha rivendicato la decisione storica del governo di aver bloccato l’ingresso delle grandi navi a San Marco e ha dichiarato che per monitorare il turismo di massa bisogna sfruttare al massimo la tecnologia trovando soluzioni il meno invasive possibili. Poche parole, ma decise quelle del ministro Dario Franceschini arrivato ieri mattina in laguna alla Fondazione Cini per l’intervento all’interno del summit organizzato da Europa Nostra “Per una nuova rinascita europea”. «Abbiamo stabilito un percorso molto preciso - ha detto il ministro a proposito delle grandi navi - La ricerca di un percorso definitivo fuori laguna su cui ci sarà un concorso di idee e contemporaneamente abbiamo impedito il passaggio che era quello che si aspettava da anni e questo mi sembra un risultato storico».
Sul caso dei tornelli Franceschini questa volta ha corretto il tiro non dicendo espressamente che sono brutti come aveva dichiarato a fine agosto in occasione di una visita a Venezia per la Biennale di Architettura e al Festival del Cinema, ma di essere per una soluzione meno invasiva possibile.
«Servono dei sistemi di regolamentazione degli accessi perché il turismo tornerà più imponente di prima e quindi il problema esiste eccome e sono d’accordo con dei meccanismi che devono regolare gli accessi - ha detto - ma devono essere meno invasivi possibile, quindi questo è un problema tecnico e tecnologico che si potrà risolvere facilmente con le nuove tecnologie».
Il riferimento è all’uso degli smartphone, come aveva già ribadito senza però entrare nel dettaglio. Sul summit Franceschini si è detto in perfetto sintonia con il messaggio di Europa Nostra dell’importanza della cultura nel futuro del progetto europeo. «Venezia è il luogo giusto per rafforzare questo messaggio perché racchiude in sé tutta la gamma dei valori che la cultura offre alle generazioni post pandemia. Qui si respira concretamente quanto la cultura sia un grande strumento di dialogo tra i popoli e quanto la sua capacità di dialogare con altre culture abbia sempre più rafforzato la propria identità». Il ministro ha definito la cultura «un timone per le nostre società» e ha dichiarato che il patrimonio culturale europeo debba essere più centrale nelle riflessioni sul Green Deal Europeo affinché innovazione, tecnologia ed economia sostenibili vengano promossi, come scritto nel Libro verde prodotto da Europa Nostra e Icomos.
A conclusione del summit Sneška Quaedvlieg-Mihailovic, segretaria generale di Europa Nostra, ha detto che con molte probabilità Europa Nostra troverà casa a Venezia. —
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