Folgorato tre anni fa il giudice ordina di riesumare il corpo

Il medico legale dovrà trovare il punto esatto della scarica che ha ucciso Adriano Danieli, ex dipendente della Belcaro

cavarzere

La giudice del Tribunale di Venezia Roberta Marchiori ha ordinato di riesumare il corpo di Adriano Danieli, incaricando il medico legale Antonello Cirnelli di eseguire l’autopsia sui resti dell’operaio dell’azienda “Belcaro”, folgorato dalla linea elettrica mentre stava manovrando un carrello elevatore. Alzandolo, non si sarebbe accorto di essere proprio sotto i cavi. Il contatto era stato fatale: il 41enne di Cavarzere, è morto sul colpo. Era il 31 agosto 2017. Il medico legale dovrà individuare il “marchio elettrico”, ovvero da quale parte sia entrata e dove sia uscita la potente scarica che ha ucciso l’uomo. Al tempo dell’incidente sul lavoro, l’evidenza della causa della morte del 41enne di Cavarzere aveva convinto il pubblico ministero Giorgio Gava a non disporre l’autopsia, rinviando a giudizio per omicidio colposo i titolari della ditta: Doriana Belcaro, 59 anni, Flavio Belcaro, 57 anni, e Martino Belcaro, 47 anni – originari di Piove di Sacco e residenti a Cavarzere, dove ha sede la ditta – difesi dalle avvocate Cinzia Ulmiri e Cristina Torin. La Procura contesta loro - a vario titolo - di non aver ricompreso il rischio elettrico nel documento di valutazione dei rischi, ovvero nel prospetto che racchiude rischi e misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. Non sarebbe poi stata fatta una formazione specifica, relativa all’utilizzo della piattaforma. E, infine, non ci sarebbero stati i cartelli a indicare la linea elettrica.

Nel corso delle ultime udienze c’è stato uno scontro tra consulenti tecnici, con la difesa che parla di un sinistro assolutamente imprevedibile, dal momento che l’operaio si sarebbe adoperato di sua iniziativa – senza avvisare la casa madre – per verificare il funzionamento del carrello elevatore, portandolo in un’area lontana da quella di posteggio del macchinario, forse per raggiungere una zona d’ombra nel caldo d’agosto. Secondo l’ipotesi difensiva, nell’elevarsi, sarebbe rimasto impigliato con il cestello sui cavi.

Ieri, la decisione della giudice Roberta Marchiori, che ha deciso di incaricare il medico legale Cirnelli del compito di ricostruire per quanto possibile la dinamica dell’incidente, per capire se la corrente si sia diffusa attraverso la piattaforma metallica, oppure, se l’uomo sia venuto direttamente in contatto con i cavi ad alta tensione. L’esumazione, al cimitero di Cavarzere, è prevista per il 12 febbraio e nella stessa giornata il medico legale eseguirà l’autopsia, per poi rendere il corpo nuovamente alla famiglia Danieli, che si è costituita parte offesa con l’avvocato Pierfrancesco Munari. Prossima udienza il 31 maggio. —



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