Finiti i lavori di restauro dentro San Salvador, l’ex convento di Venezia si prepara a riaprire al pubblico

Intervento da mezzo milione di euro nel Telecom Future Center. Risistemati l’ingresso e il controsoffitto della sala delle riunioni 

VENEZIA. Il restauro dell’ex convento di San Salvador, sede del Telecom Future Center, è stato ultimato in questi giorni dalla società Tim, come previsto dagli accordi con il demanio. La somma per riportare allo splendore la struttura è di oltre mezzo milione di euro.

Il complesso di circa 6.000 metri quadrati, ricostruito nel Cinquecento e ancora uguale a com’era in origine, è stato messo a nuovo dallo studio di Mestre AI Progetti e commissionato dalla società Tim che ne ha ancora la gestione, almeno fino al prossimo anno, quando scadrà la concessione del demanio, attiva dagli inizi del Novecento.

In realtà l’asta per la vendita era già stata programmata dal demanio a novembre di un anno fa, con una base di oltre 28 milioni di euro (circa 5000 euro al metro quadro), ma è andata deserta.
 

L’immobile ha come destinazione d’uso quella commerciale o di centro direzionale e non potrebbe allo stato attuale diventare un albergo. Intanto comunque Telecom ha portato avanti i cosiddetti obblighi di concessione ultimando i restauri come era previsto nel contratto con il demanio.

Gli interventi hanno riguardato tutta la struttura che nel 1442 venne affidata dal papa veneziano Eugenio IV ai canonici regolari di San Salvador di Bologna. L’ex convento fu ideato da Giorgio Spavento e vide la partecipazione prima di Pietro Lombardo e del figlio Tullio e poi di Sansovino che lo concluse. Nel refettorio si possono ancora ammirare gli affreschi attribuiti a Fermo Ghisoni e gli ornamenti di Michele Sanmicheli.

Nei giorni scorsi lo studio Ai Progetti, con gli architetti Massimo Furlan e Andrea Borin e gli ingegneri Valentina Corras e Antonio Alessandrini, ha ultimato, come previsto dagli accordi, il restauro di tutto l’immobile. Gli interventi prevedevano la messa in sicurezza dalle infiltrazioni di acqua, il restauro del controsoffitto ligneo della Sala delle Riunioni San Marco, la pulizia degli affreschi della Sala del Refettorio (oggi sala convegni) e della Sala dell’Anticapitolo.

Nel Chiostro Maggiore è stata restaurata la vera da pozzo, mentre anche in quello Minore i lavori hanno incluso il consolidamento degli intonaci, la pulitura degli elementi lapidei. Infine, è stato sistemato completamente l’ingresso che versava in condizioni critiche.

L’ex convento nel 1800 diventa una caserma fino a quando, a inizio Novecento, passa in concessione alla Telecom. Tracce di una prima struttura si ritrovano già nel XII secolo, mentre si sa che nel 1200 si procede a realizzare chiesa e convento, ma quello che vediamo oggi è opera della ricostruzione completa avviata nel 1506.

Per adesso il Telecom Future Center continua quindi a essere la sede prestigiosa di rappresentanza della società che attende che l’emergenza passi per mostrare la propria bellezza al pubblico. —



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