Finanziere acquista un'auto ma viene truffato dal commerciante

MESTRE. Anche un finanziere in servizio a Venezia è finito nella rete di un commerciante d'auto di Zero Branco, Marco Ruzza, 38 anni, ora residente a Campalto, al quale nell'ottobre del 2013 aveva consegnato tre assegni da complessivi 17.000 euro per acquistare una Bmw X1 di cui non è mai venuto in possesso. Il fatto è emerso nel corso di un'udienza, tenutasi ieri mattina davanti al giudice Marco Vitale. Una vicenda contorta che ha avuto come risultato il raggiro di due clienti, che avevano fatto l'errore di pagare in anticipo l'automobile desiderata, vedendo soltanto in foto il modello, e attendendo con fiducia l'auto ordinata, che non è più arrivata. Ovviamente gli assegni erano stati portati subito all'incasso dal venditore.
Nel corso dell'udienza di ieri, sono stati sentiti i due clienti raggirati. Tra loro anche un militare della guardia di Finanza in servizio a Venezia che non ha nascosto l'imbarazzo per essere stato raggirato ma in aula ha anche spiegato di aver dato quegli assegni soltanto perché un suo collega, che conosceva bene l'imputato, lo aveva rassicurato sulla bontà dell'affare.
«Il mio grande rammarico - ha precisato il militare - è stato appunto quello di aver riposto fiducia in quel venditore, proprio perché il mio collega mi aveva rassicurato sulla sua serietà».
Peccato che l'imputato, si è scoperto successivamente, nello stesso periodo in cui raggirava il finanziere, truffava anche altre persone, sempre con lo stesso metodo di farsi dare in anticipo le caparre.Nel maggio del 2016, infatti Ruzza ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi di reclusione per otto episodi di truffa dello stesso tipo.
Quando il finanziere ha capito che c'era qualcosa che non andava, era ormai troppo tardi. Questi, infatti, sapendo che la sua Bwm X1 doveva arrivare al commerciante di Zero Branco da un'autosalone di Roma, aveva preso contatti con i responsabili di quest'ultimo per capire che fine avesse fatto la sua auto scoprendo che era stata venduta ad altri. Il commerciante di Zero Branco aveva usato la caparra di mille euro per bloccare momentaneamente l'auto solo per poi incassare la più consistente somma di 16.000 euro di altri due assegni. «È stata una sorta di gioco di scatole cinesi», ha detto un investigatore delle Fiamme Gialle «che ad un certo punto è saltato».
Al termine dell'audizione dei testimoni, il giudice Marco Vitale ha deciso di rinviare l'udienza al 14 marzo del 2018 per sentire un ultimo testimone e per poi passare alla discussione.
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