Far West laguna: corse senza regole e onde pericolose nei giorni del G20 veneziano

Motoscafi a tutta velocità, ingorghi alle Fondamente Nuove e in Canal Grande. Nessuno rispetta i limiti e le altre barche
Alberto Vitucci

VENEZIA. Far West laguna. Proprio nei giorni del G20, quando uno spiegamento di forze dell’ordine mai visto controlla la città, il moto ondoso impazza. Barche a tutta velocità sfrecciano nei canali e in laguna. Mettendo in qualche caso a rischio la stabilità dei mezzi pubblici e l’incolumità dei passeggeri. Le regole non esistono più. Né i limiti di velocità, neppure l’obbligo di rallentare quando si incrocia un’altra imbarcazione. Molti gli episodi segnalati nelle ultime ore..

Fondamente nuove

Tra i luoghi più a rischio le Fondamente Nuove. Un caos di mezzi pubblici costretti a manovre in mezzo al canale per il divieto di proseguire verso l’Arsenale. I motoscafi di GiraCittà, le navette di Alilaguna. E in mezzo taxi che sfrecciano da tutte le parti. Onde alte, motoscafi sballottati. Controlli zero.

Canale di tessera

Va ancora peggio in canale di Tessera. L’attività è ripresa, i motoscafi del servizio pubblico non di linea hanno fretta. E viaggiano a velocità ben superiori agli 11 o ai 20 chilometri orari consentiti. Producendo onde alte e pericolose, che rischiano di rovesciare le barche. L’effetto domino produce un aumento dell’andatura di tutti i mezzi circolanti, I barconi da trasporto, più numerosi del solito per la ripresa dei cantieri di ristrutturazione, i mezzi privati.

Canale dei marani

La rotta seguita da tutti quelli che non possono passare davanti all’Arsenale. Traffico diretto a Murano, alla città storica, a Burano e all’aeroporto. Anche qui onde e mare Forza otto. Si sono già erose le barene artificiali costruite qualche anno fa con i fanghi di riporto dal Consorzio Venezia Nuova. Le onde sbattono anche sui siti dove gli uccelli hanno nidificato. Un danno continuo e grave, di cui non si ha percezione.

Canal Grande

Non va meglio in Canal Grande. Il tratto fra il ponte della Ferrovia e piazzale Roma è praticamente intasato dai mezzi a motore. Decine le barche di Veritas, poi i vaporetti, i trasporti merci, i taxi. Ingorgo continuo.

San Marco

Situazione più tranquilla a San Marco. Dove per i divieti legati alla sicurezza del G20 circolano in gran numero i mezzi di polizia, Finanza, Carabinieri e Polizia locale. Molto meno i privati. Ma anche qui al passaggio dei cortei delle delegazioni la situazione cambia. Il rispetto delle regole non esiste più.

Che fare

La tolleranza zero promessa nell’estate del 2019 dal sindaco Brugnaro è ormai un ricordo. In mezzo ci sono stati un anno e mezzo di pandemia. Il blocco delle attività e dunque anche delle corse dei taxi e delle barche per il trasporto merci.

Ma adesso la ripresa minaccia la città. Non vengono rispettati nemmeno i divieti per le barche troppo grosse, che entrano nei piccoli rii e scaricano come in un grande parcheggio. A volte danneggiando le piccole imbarcazioni ormeggiate. Oppure innestando la retromarcia a giri altissimi. Erosione delle rive e dei fondali, rumori e disagi per i residenti come in rio della Panada.

La soluzione è quella di utilizzare finalmente il sistema della Control Room anche per sanzionare chi insiste nelle infrazioni. Per controllare con le telecamere –ormai ovunque per ragioni di ordine pubblico – anche i comportamenti di chi va in barca utilizzando le acque come un bene usa e getta. Senza rispettare alcuna regola.

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