Far West laguna: corse senza regole e onde pericolose nei giorni del G20 veneziano

VENEZIA. Far West laguna. Proprio nei giorni del G20, quando uno spiegamento di forze dell’ordine mai visto controlla la città, il moto ondoso impazza. Barche a tutta velocità sfrecciano nei canali e in laguna. Mettendo in qualche caso a rischio la stabilità dei mezzi pubblici e l’incolumità dei passeggeri. Le regole non esistono più. Né i limiti di velocità, neppure l’obbligo di rallentare quando si incrocia un’altra imbarcazione. Molti gli episodi segnalati nelle ultime ore..
Fondamente nuove
Tra i luoghi più a rischio le Fondamente Nuove. Un caos di mezzi pubblici costretti a manovre in mezzo al canale per il divieto di proseguire verso l’Arsenale. I motoscafi di GiraCittà, le navette di Alilaguna. E in mezzo taxi che sfrecciano da tutte le parti. Onde alte, motoscafi sballottati. Controlli zero.
Canale di tessera
Va ancora peggio in canale di Tessera. L’attività è ripresa, i motoscafi del servizio pubblico non di linea hanno fretta. E viaggiano a velocità ben superiori agli 11 o ai 20 chilometri orari consentiti. Producendo onde alte e pericolose, che rischiano di rovesciare le barche. L’effetto domino produce un aumento dell’andatura di tutti i mezzi circolanti, I barconi da trasporto, più numerosi del solito per la ripresa dei cantieri di ristrutturazione, i mezzi privati.
Canale dei marani
La rotta seguita da tutti quelli che non possono passare davanti all’Arsenale. Traffico diretto a Murano, alla città storica, a Burano e all’aeroporto. Anche qui onde e mare Forza otto. Si sono già erose le barene artificiali costruite qualche anno fa con i fanghi di riporto dal Consorzio Venezia Nuova. Le onde sbattono anche sui siti dove gli uccelli hanno nidificato. Un danno continuo e grave, di cui non si ha percezione.
Canal Grande
Non va meglio in Canal Grande. Il tratto fra il ponte della Ferrovia e piazzale Roma è praticamente intasato dai mezzi a motore. Decine le barche di Veritas, poi i vaporetti, i trasporti merci, i taxi. Ingorgo continuo.
San Marco
Situazione più tranquilla a San Marco. Dove per i divieti legati alla sicurezza del G20 circolano in gran numero i mezzi di polizia, Finanza, Carabinieri e Polizia locale. Molto meno i privati. Ma anche qui al passaggio dei cortei delle delegazioni la situazione cambia. Il rispetto delle regole non esiste più.
Che fare
La tolleranza zero promessa nell’estate del 2019 dal sindaco Brugnaro è ormai un ricordo. In mezzo ci sono stati un anno e mezzo di pandemia. Il blocco delle attività e dunque anche delle corse dei taxi e delle barche per il trasporto merci.
Ma adesso la ripresa minaccia la città. Non vengono rispettati nemmeno i divieti per le barche troppo grosse, che entrano nei piccoli rii e scaricano come in un grande parcheggio. A volte danneggiando le piccole imbarcazioni ormeggiate. Oppure innestando la retromarcia a giri altissimi. Erosione delle rive e dei fondali, rumori e disagi per i residenti come in rio della Panada.
La soluzione è quella di utilizzare finalmente il sistema della Control Room anche per sanzionare chi insiste nelle infrazioni. Per controllare con le telecamere –ormai ovunque per ragioni di ordine pubblico – anche i comportamenti di chi va in barca utilizzando le acque come un bene usa e getta. Senza rispettare alcuna regola.
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