Eventi, sport, associazioni Le municipalità dettano l’agenda per il post Covid

Rilancio delle attività sportive e della cultura ma, soprattutto, un occhio ai bambini e alla socializzazione. I sei presidenti municipali vanno nella stessa direzione, guardando al momento in cui si verrà fuori dalla pandemia per guardare alla normalizzazione. Da Favaro Marco Bellato osserva: «Le cose principali da fare innanzitutto sono il ripristino degli spazi per le associazioni e ripartire con gli impianti sportivi. Tutto il tessuto culturale, associazionistico e sportivo deve rivitalizzarsi. E poi serviranno eventi per incontrarci e ricominciare a vivere. Non abbiamo mai fermato lo sviluppo del territorio, andando avanti con le piste ciclabili. Ma si deve tornare a vivere la piazza per recuperare il tempo perduto. La gente vuole uscire e parlare. E poi vanno aiutati negozi, ristoranti e bar».
Francesco Tagliapietra (Chirignago-Zelarino) aggiunge: «Noi abbiamo già fatto un lavoro su più fronti con incontri sul web con dirigenti scolastici e con gli asili. I 1600 anni di Venezia li abbiamo già pianificati con il delegato Alvise Mason, puntando a visite alle mostre ed eventi enogastronomici. Poi l’aspetto associativo sarà basilare, come quello sociale. La pandemia sta creando difficoltà in tutti i ceti. Non siamo rimasti fermi». Molto attiva anche la municipalità di Marghera, presieduta da Teodoro Marolo: «L’obiettivo è essere pronti e sono molto fiducioso anche per le vaccinazioni e per l’arrivo dell’estate. La mia idea è quella di lavorare sullo sport, ma anche e soprattutto per i bambini, preparando i parchi al meglio per i centri estivi e programmando eventi per riportare i cittadini a vivere fuori di casa. Ci sono commissioni in corso per capire lo stato della manutenzione degli impianti sportivi e così aumentare le potenzialità per vivere all’aria aperta, anche con spettacoli musicali, cinema e teatro. Poi ovviamente si deve pensare al mondo del lavoro». Raffaele Pasqualetto (Mestre-Carpenedo) sottolinea invece che «Non è che ci sia un punto preferibile a un altro, in questa fase di pandemia si è lavorato molto a tavolino. Mancano gli incontri pubblici, serve una programmazione attenta per recuperare la normalità. Lavoreremo su tutti i campi possibili mano a mano che si libereranno. Restiamo ottimisti, nonostante la situazione che viviamo ancora oggi».
Dalla municipalità di Venezia centro storico, Marco Borghi guarda al tessuto comunitario. «Va ripreso, è basilare. Anche per le isole vanno ritrovate vitalità e vivacità nelle loro diverse espressioni. Sport, cultura, voga, il territorio che è stato penalizzato. Va ripresa la vita sotto casa, quella semplice, ma con il rispetto assoluto della città. Non un ritorno indiscriminato al passato. Né una città vuota, né sotto assedio. Con equilibrio speriamo di riprendere in mano la situazione».
Infine Emilio Guberti, presidente della municipalità di Lido e Pellestrina. «Al Lido servirà soprattutto un aiuto al tessuto locale del commercio e della ristorazione, sperando che l’alleggerimento della situazione pandemica permetta di tornare a muoversi nel periodo estivo come lo scorso anno. Il mondo imprenditoriale è in grande difficoltà. Su Pellestrina il discorso è simile: c’è una bellezza da riscoprire, cercando di avviare iniziative di sostegno alla pesca e alla ristorazione locale, per ridare vitalità all’isola. L’inverno ha colpito duro. E poi penso a tutta l’attività culturale, avviando progetti di interesse. La difficoltà vera è quella di ragionare sul come riuscirci. Sperando che l’estate permetta di vivere di nuovo le nostre spiagge». —
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