Addio a Evaristo Tamassia, era avvocato e consigliere comunale a Caorle
Malato da tempo, aveva 55 anni, da sempre residente nel rione di Santa Margherita. Grande il suo impegno per la città. Il ricordo della moglie: «Mio marito era un uomo onesto ed estremamente giusto»

Muore di leucemia dopo il trapianto, addio al consigliere comunale e avvocato Evaristo Tamassia, morto ieri pomeriggio a Padova.
Avrebbe compiuto 56 anni a dicembre. Il professionista lascia la moglie, la veterinaria Caterina Fuin, tre figlie piccole e diversi altri parenti di cui alcuni che lavorano nel comparto alberghiero. Sconcerto e dolore in tutta la comunità.
L’avvocato
Da sempre residente nel rione di Santa Margherita, Evaristo Tamassia era una figura di primi piano sia a livello legale che amministrativo. Ma questo è il presente. Per conoscerlo meglio bisogna ripercorrere il suo passato. Tamassia è stato tra i più attivi animatori parrocchiali.
Simpatico, estroso, costituiva all’epoca con l’ingegnere Cristian Toninato, anche lui in passato consigliere comunale, una coppia inossidabile. Disponibile ed entusiasta, Tamassia ha incarnato in maniera perfetta tutte le virtù della gente di Caorle: laboriosa, sincera e accogliente. Da ragazzo aveva già in mente cosa voleva fare: l’avvocato. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Trieste ha superato l’esame di avvocatura e si è messo a esercitare aprendo lo studio in via Nicesolo.
La carriera politica
Poi la carriera politica, nell’amministrazione comunale. Si era candidato come esponente cattolico e di centro nella lista Luciano Striuli sindaco nel 2016, poi si dimise salvo ripresentarsi con la lista civica di Marco Sarto, il sindaco attuale che scardinò il sistema precedente, tornando sindaco per la terza volta nel periodo Covid, nel 2021.
Di sicuro quelle dimissioni erano state molto sofferte, ma alla fine ha scelto di rimanere coerente. La presenza di Evaristo Tamassia in consiglio comunale è stata assidua nella sua seconda consiliatura fino a pochi mesi fa, quando dai banchi della maggioranza leggeva delibere o variazioni.
Poi la comunicazione della malattia, l’assenza che si notava in tutti gli ambiti, dal bar per il caffè prima di portare le figlie a scuola, al centro civico, allo stesso municipio. Ancora non sono stati fissati i funerali.
La compagna di vita
Nell’ultimo consiglio comunale sulle variazioni di bilancio Evaristo non c’era, aveva cominciato le cure. «Mio marito era un uomo onesto ed estremamente giusto», il ricordo della moglie Caterina Fuin, «era un bravo papà, un bravo marito, era il nostro tutto. Una persona buona e onesta e una persona di cui ci si poteva fidare. Era molto legato ai suoi amici di Caorle, dove si trovava benissimo».
La famiglia e gli amici più cari hanno mantenuto uno stretto riserbo attorno alla sua vicenda di salute anche se molti si chiedevano come mai non si facesse vedere più in giro. Evaristo lascia anche le sorelle Claudia e Luisa. In questo periodo lo hanno aiutato gli amici fraterni Marco Guerrini e Gionata Di Maio che sono cresciuti con lui e lo hanno confortato nonostante l’imponente lavoro estivo. Le bambine perdono il loro eroe, il papà. Era tanto ironico con loro. Dal Comune per il momento si preferisce non commentare, anche perché il dolore ha sconvolto tutti. A mente fredda, o il sindaco Marco Sarto o chi per lui esprimerà il sentimento che legava i caorlesi a Evaristo. Tecnicamente in consiglio comunale si procederà, quando sarà il momento, con una surroga. Scontato il lutto cittadino.
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