Esplosione in casa a Teglio Veneto: ladri nell’abitazione sotto sequestro
Sciacalli in azione a Teglio, il sindaco: «Hanno rischiato di restare lì sotto. Rubare in una casa dove si è verificata una tragedia come quella successa qui, mi pare un disonore anche per dei ladri»

Sciacalli in azione anche nella casa di Cintello in cui si è verificata il 31 maggio scorso l’esplosione in cui ha perso la vita il proprietario Dario Vazzoler, 64 anni, e in cui rimase illesa la moglie.
L’uomo, per tanti anni impiegato bancario a Lignano, era anche economo della storica parrocchia di Cintello. Il particolare, fornito da una parente, è stato confermato dal sindaco. La villetta è ancora sotto sequestro.
Si tratta del secondo furto avvenuto in pochi giorni in uno stabile posto sotto sequestro dai carabinieri per fatti rilevanti di investigazione.
Infatti la scorsa settimana ignoti sono entrati nella porzione di Villa Guerra a San Stino, nella casa del 17enne che si è autoaccusato di avere ucciso la zia professoressa alle medie di quella cittadina.
I ladri che hanno agito a Cintello, pur di rubare hanno rischiato la vita. La porzione dell’abitazione rimasta in piedi presenta una stabilità scarsa, al punto che nessuno può avvicinarsi.
Si calcola che alcuni settori della villetta possano crollare da un momento all’altro. Ai banditi questo non è importato più di tanto.
Hanno infatti scavalcato i nastri di sequestro e hanno fatto irruzione nell’abitazione, pur essendo questa in equilibrio scarso.
Hanno portato via alcuni effetti personali e oggetti che non sembrano di grande valore economico ma che dal punto di vista affettivo sono non stimabili.
Anche la moglie del defunto ha espresso malumore direttamente al sindaco Oscar Cicuto. «Più che scandalizzato sono molto sorpreso del furto messo in atto» spiega il primo cittadino di Teglio Veneto «I ladri, entrando nella casa, hanno rischiato di farsi travolgere dai ruderi. Non riesco a comprendere il motivo per cui dei ladruncoli rischino la propria vita pur di rubare. Davvero, questa cosa non riesco a capirla».
Del fatto sono state informate le forze dell’ordine. «Ho letto anche io del precedente di San Stino» conclude Oscar Cicuto «e convengo con tanta gente che un limite alla decenza sia stato abbondantemente superato. Rubare nell’abitazione di un presunto assassino, come avvenuto a San Stino, e rubare in una casa dove si è verificata una tragedia come quella successa qui, mi pare un disonore anche per dei ladri».
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