Esplode l'ira: fischi a Malcontenta
Il sopralluogo finisce a urla e lacrime. "Qui non ce la facciamo più, siamo stufi di parole. Scavate i canali di scolo". "Ci hanno lasciati soli per ore. Sindaco, sali in barca e vieni a vedere la mia casa"
MALCONTENTA. Il sindaco Massimo Cacciari contestato dal popolo furioso degli alluvionati. Ieri alle 10, il primo cittadino insieme al suo capo di gabinetto e all'assessore comunale ai Lavori pubblici Sandro Simionato si è recato in sopralluogo in via Moranzani, dove ha verificato lo stato degli allagamenti di via Jacopo del Cassero, che il giorno prima era stata invasa da un metro e mezzo di acqua.
In quella zona diversi residenti avevano dormito fuori casa, ospitati da amici, parenti o dal Comune negli hotel.
I fischi.
La rabbia degli allagati è esplosa all'improvviso, innescata dalla tensione e dalla delusione non solo di essere stati colpiti da un'alluvione di un'entità mai vista, ma anche dai ritardi con cui sono arrivati gli aiuti nella zona più colpita della terraferma. Un gruppetto di 30 persone ha fatto da «comitato di ricevimento» a Cacciari. Fischi e urla. Tra loro c'era Nelvio Benin, portavoce della delegazione di zona di Malcontenta, ma anche Maurizio Contavalli, impegnato in politica e nel sindacato. «Abbiamo detto al sindaco - spiega Benin - che non ci basta il progetto del vallone Moranzani perché la prima cosa che i cittadini chiedono e di non finire più sott'acqua. Non è possibile che due volte nel giro di un anno i residenti di questa zona siano stati sommersi. I problemi diventano sempre più gravi e non vengono presi provvedimenti. Nell'attesa che con le grandi opere siano realizzate le nuove fognature, che attendiamo da una vita, bisogna che siano scavati i punti del canale di scolo ora interrati. Se non si comincia a fare questi interventi minimali, continueremo ogni anno a essere vittime degli allagamenti».
Ora basta.
«Ci vogliono portare i fanghi tossici - afferma Maurizio Contavalli - e fare il parco. Ma quando faranno le opere per difenderci una volta per tutte dalle emergenze idrauliche? Per cosa paghiamo le tasse al Consorzio di bonifica e al Comune? Per andare sotto acqua? Così non possiamo andare avanti».
Le spiegazioni.
Cacciari ha spiegato ai cittadini che il Comune è in prima linea per cercare di risarcire i cittadini attraverso il ricorso allo stato di calamità e che saranno presi dei provvedimenti per aumentare la sicurezza idraulica. Ma il popolo in ammollo era troppo arrabbiato per trovare conforto nelle parole del sindaco. Il primo cittadino è stato invitato a salire su un gommone per far visita alle case che ancora ieri mattina erano pesantemente allagate. Cacciari non è salito sull'imbarcazione e se n'è andato.
I ritardi.
«Il problema - affermano i residenti - che dopo l'incredibile allagamento che abbiamo avuto l'altro giorno, le pompe in via del Cassero sono entrare in azione solo ieri». Ma come? Risultava che fossero state sispemate alle 22.30 di mercoledì... «E' vero - replicano i cittadini - ma ne è stata messa in funzione solo una che aspirava l'acqua del campo di via Moranzani, mentre in via Del Cassero le pompe dei vigili del fuoco hanno cominciato a funzionare solo alle 7 per poi far tornare la situazione sotto controllo verso le 16. Abbiamo, quindi, registrato ben un giorno di ritardo negli interventi, proprio nel punto di maggiore crisi tra tutti i punti allagati della città».
La disperazione.
«Mia moglie ha avuto un crollo nervoso - racconta il giovane Ruggero Coco - al pomeriggio dell'altro ieri perché era dalle 8 che eravamo sott'acqua. E' dura vedere la propria casa distrutta senza nessuno che ti aiuti. Era davvero impressionante: i mobili e gli elettrodomestici si erano accatastati uno sull'altro e il divano toccava il soffitto».
Il pianto.
Un altro residente si commuove: «Ancora adesso quando entro in casa mi viene da piangere e non sono una persona facilmente impressionabile. Credo di avere almeno 150 mila euro di danni. Perfino il "cappotto" che sta sotto l'intonaco esterno dei muri è da rifare». «Io e mia mogli siano andati a dormire da amici la prima notte - sbuffa un giovane - e ieri da i suoceri». Franco, 55 anni, invece è andato a dormire in un albergo a Mestre, grazie al Comune: «La situazione era ingestibile, con la casa piena d'acqua vedrò se potrò dormire nel mio letto domani».
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