A Eraclea la maxi paella contro l’agrivoltaico: «E ora il corteo in Regione»
In 60 al ristorante Remare di Eraclea per raccogliere fondi per il comitato. Proposta al proprietario dei terreni: «Utilizzi le sue terre verso Torre di Mosto». Il 28 aprile a Palazzo Balbi per far sentire la voce anche dei comitati di Favaro e Mogliano

Due paelle giganti per mangiare assieme e raccogliere fondi per il comitato NoAgrivoltaico di Torre di Fine. Ieri, 11 aprile, al ristorante “Remare” di Eraclea Mare, una sessantina di convitati riuniti per dire no al progetto di agrivoltaico sui 165 ettari di Torre di Fine, cui si aggiungono i 250 ettari a Torre di Mosto.
Il piano biennale della società spagnola Exus, di proprietà di un fondo svizzero, che si sta accordando con la proprietà dei terreni, la famiglia Pasti, per il diritto di superficie sta sollevando la protesta di una intera frazione preoccupata per l’impatto enorme, la perdita dei valori immobiliari e di immagine per la località turistica che è considerata la perla verde dell’Adriatico.
Temono distese di pannelli a coprire le campagne che precedono il litorale. Il Piano attuativo in Regione e poi la Via saranno propedeutici all’attuazione di questo progetto da oltre 100 milioni che potrebbe arrivare tra un paio d’anni.
Eraclea mare ha accolto ieri a mezzogiorno i promotori del comitato.
A cuocere i 5 chili di riso e crostacei freschissimi è arrivato il “paellero” Elvis Da Ros di Conegliano con i suoi aiutanti.
Una festa per il comitato che annovera tra i promotori Fabrizio Maritan, Fabio Rizzin, Giuseppe Franzoi, Umberto Battistutta, Massimo Guiotto e altri. A tavola famiglie e anziani di Torre di Fine e di Eraclea, per dire no al progetto che rischia di sconvolgere la frazione immediatamente alle spalle del litorale.
«Siamo qui perché ci crediamo» sostengono tutti «perché assieme possiamo contare, dire la nostra, forse anche fermare questo progetto».
Spritz e aperitivi, polpette speziate come antipasto e poi la paella fumante, scelta come piatto appetitoso ed estivo per accendere la festa, con contributo di 40 euro a persona. Ma ci sono stati imprenditori e ospiti che in silenzio hanno versato anche molto di più a testimonianza di quanto credano in questa battaglia.
«Noi ci siamo», dice il portavoce Fabrizio Maritan, «e con noi la gente. Siamo arrivati al limite per le presenze, oltre non avevamo più posti a tavola. Il prossimo appuntamento sarà il 28 aprile da Venezia Santa Lucia fino a palazzo Balbi in corteo. Ci saremo noi assieme ai comitati di Favaro e Mogliano. Dobbiamo far sentire la nostra voce in Regione, alla giunta».
«E far capire che non ha senso un progetto simile in una zona turistica» aggiunge, «perché Torre di Fine è attaccata al mare. Ci sarebbe una zona verso il confine con Torre di Mosto in cui la famiglia Pasti ha altri 300 ettari di terreni.
Noi chiediamo di trasferire in quest’area, nella direzione di Caorle, e ancora in territorio di Eraclea, il progetto di agrivoltaico che sarebbe sicuramente di minore impatto rispetto a quello attuale».
Il comitato No Agrivoltaico ha contestato in questi giorni anche il contentino della fascia di mitigazione presentato dalla società. Il piano prevede per i due Comuni di Eraclea e Torre di Mosto complessivamente 10. 883 arbusti in contenitore alveolare, con altezza fino a 60 cm alla messa a dimora, al costo di 2, 28 euro cadauno. La larghezza complessiva della fascia è di 5 metri e i pannelli, secondo la relazione descrittiva, hanno altezza minima di 2,1 metri e raggiungono fino a 4,5 metri.
Una barriera di arbusti alti 60 cm, meno di un metro, davanti a strutture che arrivano a 4, 5 metri. È stata garantita la conservazione dell’80% dei terreni coltivati a seminativo. Ma il comitato ha espresso dubbi anche sulla possibilità di coltivare cereali con irraggiamento ridotto e asimmetrico per 30 anni.
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