Elicotteri, piscine e caviale: il miglio d’oro degli yacht a Venezia

VENEZIA. E’ il miglio d’oro degli yacht, con una ventina di posti appena, o ancor meno, a seconda della stazza delle barche. Dalle Zattere ai Sette Martiri, l’unità di misura è l’opulenza, gli equipaggi sembrano scappati da una sfilata di moda e le cambuse potrebbero rifornire i ristoranti stellati.
Da maggio a settembre, è tutto un vedere chi arriva per primo, chi invita di più, chi lo fa meglio; una gara tra sberle del mare, insomma, a chi è più lungo, largo e splendido. Difficile dire chi, negli anni, abbia superato l’altro, anche perché la parte migliore è sempre quella che nessuno ha mai visto.
Il campo da basket dell’Octopus di Paul Allen - tra i dieci yacht più grandi del mondo- la sala cinema e la piscina profonda per nuotare del Tatoosh, i 25 mila litri d’acqua per docce e bagni dell’Altair di Diego della Valle, i quattro motori ciascuno dei quali genera oltre 10 mila cavalli del Carinthia VII, di proprietà della miliardaria austriaca Heidi Horten; e via via i rubinetti d’oro, le lenzuola di seta, gli acquari in salotto, le creme solari tutte uguali per non rovinare l’armonia degli arredi, gli elicotteri sul ponte, le moto d’acqua nella stiva delle barche sempre più sfacciate di proprietà di arabi e russi.
E’ qui che la Mostra del cinema del Lido ha il suo secondo red carpet, la Biennale Arte il suo prolungamento serale, quando davanti alla porta dell’Harry’s bar ci si spintona elegantemente e all’hotel Cipriani sbarcano George Clooney con Amal.
Allora i masegni che d’inverno ospitano le tende del luna park, i giochi del bambini, le passeggiate dei vecchi, si animano di una vita nuova, artificiale, che però fa lavorare mezza città. Fiori a mezzanotte, caviale al mattino, casse di aragoste che vanno e vengono, addirittura champagne recuperato in terraferma perché in laguna era finito.
C’è chi ricorda ancora le feste a bordo del Prometej, il rimorchiatore rompighiaccio della flotta russa di proprietà della stilista Alberta Ferretti dove, fino a sette o otto anni fa, si ritrovavano i nottambuli del festival, Scarlett Johansson in testa, del tutto a proprio agio nel ballare sopra un pavimento di plexiglass trasparente.
Due anni fa si fece notare Venus, lo yacht della famiglia di Steve Jobs disegnato da Philippe Starck, costato oltre cento milioni di dollari e uno dei più leggeri della sua categoria.
L’inventore della Apple aveva seguito passo dopo passo la creazione della sua barca, di cui - insieme all’archistar francese - aveva curato ogni dettaglio a partire dal soggiorno che ha pareti di vetro lunghe quaranta metri e alte dieci. Al suo confronto, i 52 metri del Red Dragon - un attico newyorkese all'interno di uno yacht a vela - quasi sparivano.
Messa così, il prezzo medio giornaliero dell’ormeggio è quasi democratico: intorno ai 12 mila euro, vista inclusa. —
Manuela Pivato
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