Donna salvata dall’incendio in casa

Spinea. Il rogo in un’abitazione di via Cici. Cinzia Gavin, 46 anni, è viva grazie all’intervento dei vigili del fuoco

SPINEA. Fiamme nell’appartamento all’alba, strappata alla morte in extremis l’inquilina che si trovava all’interno. È successo verso le 5 del mattino in via Cici, al civico 19. Cinzia Gavin, 46 anni, è stata salvata dai vigili del fuoco chiamati sul posto dai vicini, che hanno visto del denso fumo nero uscire dal terrazzo e dagli infissi. La donna era rannicchiata dietro la porta d’ingresso del suo appartamento, nel disperato tentativo di fuggire al fuoco e al soffocamento. Quando i pompieri l’hanno trovata esanime sul pavimento sembrava morta. È invece ricoverata all’ospedale di Mestre con sintomi da intossicazione, ma è fuori pericolo. L’allarme nella palazzina che si trova in fondo a via Cici, vicino alla sede della Croce Gialla e del Cism, è scattato presto, prima ancora dell’alba. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato l’inquilino del piano di sotto, svegliato di soprassalto da alcuni colpi provenienti dall’appartamento della Gavin, che vive sola. «Forti, come se qualcuno stesse picchiando contro un muro», ha raccontato. Solo dopo si è scoperto che erano i pugni di Cinzia Gavin contro il portoncino d’ingresso del suo appartamento, colpito nel disperato tentativo di mettersi in salvo. A chiamare i soccorsi sono stati proprio i vicini, che non hanno perso tempo, allertando il 115 subito dopo aver capito che l’appartamento al secondo piano era invaso da fuoco e fumo. In poco tempo sono arrivate sul posto da Mestre tre squadre dei vigili del fuoco, che hanno aggredito le fiamme dall’esterno, con gli idranti, salendo con una scala fino al terrazzo e sfondando tapparelle e finestre. Lo stesso hanno fatto altri uomini, dal vano scale, muniti di respiratori, estintori e torcia elettrica, forzando il portone di ingresso dell’appartamento alla ricerca degli inquilini. L’alloggio era completamente invaso dal fumo nero, mentre le fiamme divampavano da alcuni mobili e cianfrusaglie. Lei era riversa a terra, esanime, proprio all’ingresso. Sarebbe stata lei stessa a picchiare duro contro il portoncino per richiamare l’attenzione dei vicini, non riuscendo ad aprirlo. Poco dopo avrebbe perso i sensi e si sarebbe accasciata al suolo. I pompieri l’hanno subito portata fuori, affidandola al personale sanitario del Suem giunto da Mirano. Subito alla donna è stato somministrato dell’ossigeno, mentre veniva caricata in ambulanza e trasportata all’ospedale. Ora è ricoverata a Mestre, dopo alcuni cicli in camera iperbarica per contrastare i sintomi di avvelenamento da monossido. Non presenta ustioni.

Per i vigili del fuoco le cause dell’incendio sono accidentali. Si parla di un corto circuito partito da qualche elettrodomestico. Non è chiaro invece se la donna fosse sveglia al momento dell’innesco del rogo o se le fiamme l’abbiano colta nel sonno e svegliata solo in un secondo momento. Sull’episodio indagano i carabinieri di Mestre e Spinea. L’appartamento è agibile: le fiamme hanno divorato solamente mobili e suppellettili.

Filippo De Gaspari

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