Donna con 31 alias condannata a tre anni per false generalità

PORTOGRUARO. Non una, ma trentuno identità differenti, propinate nel corso di vari controlli di polizia. Date di nascita variabili – 1991, 1992, 1999 – cognomi e nomi cangianti. Sabrina Hudorovich, alias Cristina Duric, nata a Zagabria e domiciliata a Portogruaro, è stata processata e condannata ieri dal giudice monocratico Alberto Rossi a tre anni di reclusione, per aver fornito false generalità a vigili urbani e poliziotti di Pordenone. Una condanna, anche al pagamento delle spese processuali, in contumacia. Eh già, perché lo scorso agosto la donna dai 31 alias è svanita. Si godeva un permesso premio, dopo essere stata trasferita dal carcere di Trieste a quello di Venezia. Ma non è più ritornata. La polizia locale di Pordenone l’aveva catturata in viale Dante, nel settembre 2017, a bordo di una Renault Clio condotta da un giovane croato, durante un posto di controllo stradale. La patente del guidatore era falsa. Ai vigili urbani la passeggera aveva detto di chiamarsi Sabrina Hudorovich e di essere nata a Zagabria il 25 ottobre 1991. Poiché era sprovvista di documenti, la pattuglia della polizia locale l’aveva accompagnata in Questura per l’identificazione. In piazzale Palatucci la donna aveva compilato la scheda plurilingue inserendo però un altro nome, quello di Cristina Duric. Le sue impronte digitali, però, erano associate al primo nome fornito. Poi in banca dati si era scoperto che era ricercata. Pendevano sul suo capo due ordini di carcerazione, uno spiccato dalla Procura dei minori di Napoli (un anno di reclusione per false generalità), l’altro da Venezia (sei mesi per possesso di arnesi da scasso). Erano affiorate anche le precedenti segnalazioni per false generalità: già all’epoca erano stati accertati i 31 alias differenti.

Era stata denunciata per false attestazioni a pubblico ufficiale sulla propria identità ed era stata scortata al carcere di Trieste per scontare la pena residua. Dopo il trasferimento al penitenziario di Venezia, Sabrina Hudorovich aveva fatto perdere le sue tracce. Le è stato assegnato un avvocato d’ufficio e al processo non si è mai vista. —

Ilaria Purassanta

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