Distretto del commercio Scorzè punta a rinnovarsi

In tre anni il Comune vuole cambiare volto al centro con interventi mirati dal riuso dei locali sfitti ai nuovi orari dei negozi, dalle luci alle ciclopiste

SCORZÈ. È la terra dell’acqua, del radicchio e dei bisi, è al centro di tre province e percorsi ciclopedonali tra la natura, ma il recente inserimento di Scorzè a Distretto del commercio da parte della Regione servirà a cambiare il volto del comune nei prossimi tre anni. Ci sono progetti ambiziosi, pensati con Confcommercio, che dovranno rendere più attrattivo non solo il centro ma pure le aree circostanti. Si lavorerà, tra l’altro, per sistemare gli arredi, promuovere Scorzè, migliorare gli itinerari, la sicurezza e l’accessibilità, riusare i locali sfitti, studiare misure fiscali più vantaggiose. Il tutto sarà coordinato da un manager.

Il distretto. Sarà compreso tra via Roma, via Venezia, via Cercariolo, via Treviso, via Moglianese, via Liguria, via Kennedy, piazza 1 Maggio, piazza Moro, via Marmolada, via Padova, via Milano, via De Gasperi. All’interno ci sono all’incirca 220 tra attività commerciali e artigianali.

Gli interventi. La giunta ha già inserito delle opere pubbliche da fare per il 2018-2020, come il rifacimento dei marciapiedi, togliendo le barriere architettoniche, asfaltare via Cercariolo (Castellana) e puntare a una nuova diversa illuminazione pubblica con lampade a risparmio energetico per aumentare la sicurezza. A questo si possono aggiungere il recupero del patrimonio edilizio esistente e costruire il secondo tratto da tre chilometri di pista ciclopedonale lungo il fiume Dese, andando a integrare i due e mezzo esistenti e congiungere i quattro mulini esistenti: Todori, Michieletto, Cosma e Antico. In futuro, c’è già l’idea di prolungare l’itinerario sino al Parco Laghetti. Con più frequenza saranno lavate le strade.

Comunicazione. Il Comune è conosciuto per l’acqua ma anche per i prodotti come radicchio, piselli, pomodoro, asparago e fragola, con tanto di appuntamenti e serate organizzate dalla Pro Loco, che dovranno essere valorizzate e promosse come il percorso enogastronomico con il collegamento delle attività ricettive della provincia.

Orari dei negozi. Il Distretto farà degli esperimenti sugli orari di apertura al pubblico, magari prolungando quelli serali durante delle iniziative particolari ma ce ne potrebbero essere anche di variabili a seconda del flusso dei clienti.

Immobili sfitti. Si dovrà incentivare il commercio e, per farlo, si dovrà essere più competitivi, magari dimezzando la Tosap per l’occupazione del suolo pubblico ma applicare l’aliquota Imu più bassa e azzerare la Tasi per i negozi, le botteghe, laboratori per arte e mestieri locati.

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