Caso InvestCloud, Confindustria sui dipendenti sostituiti dall’Ai: «Le imprese pensino all’etica»
Il numero due nazionale Vincenzo Marinese critica la decisione della multinazionale di chiudere a Marghera

«L’applicazione dell’Intelligenza artificiale cambierà i processi produttivi, l’organizzazione del lavoro, figure come gli ingegneri informatici dovranno re-inventarsi. È un’evoluzione del mercato che deve essere affrontata da tutte le parti sociali. Un passaggio epocale? Penso piuttosto che l’Ai funzionerà come un acceleratore di processi. Ma anche di fronte all’introduzione dell’Intelligenza artificiale le imprese devono essere etiche.
Non si può arrivare a una procedura di licenziamento collettivo da un giorno all’altro, senza coinvolgere i propri collaboratori. In questa azienda ci sono 37 persone. E questo vuol dire 37 famiglie. Gli imprenditori sono quelli che stanno in azienda, non quelli che avviano procedure di licenziamento collettivo di questo tipo. Non ho avuto timori a dire la mia ai tempi di Speedline e non ce l’ho adesso».
Schietto come sempre Vincenzo Marinese, vice-presidente nazionale di Confindustria, interviene sulla vicenda della InvestCloud (ex Finantix), la società fintech di Marghera che ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 37 dipendenti, per cessazione dell’attività. Una decisione che ha giustificato, nella lettera inviata alle parti sociali, con la necessità di ridisegnare i modelli produttivi con «l’istituzione di un numero limitato di centri di eccellenza globali, presso i quali saranno accentrate le competenze di prodotto e tecnologia».
«Tale struttura», si legge ancora nella lettera, «è finalizzata a massimizzare i benefici dell’intelligenza artificiale». Una riorganizzazione in cui la sede di via della Pila a Marghera non è prevista. Che i grandi investimenti nell’Intelligenza artificiale e la riorganizzazione in pochi centri specializzati siano i motivi del licenziamento collettivo – anche se c’è chi ritiene che sia una scusa – è stato confermato, pochi giorni fa, anche dal Ceo di InvestCloud, in un colloquio avuto con la rivista specializzata americana WealthTech Today, dove individua i principali motivi della riorganizzazione che, su scala globale, sta portando al licenziamento di 150 persone: aumento della produttività dell’IA e dispersione geografica.
È da qui quindi- e cioè dai motivi che sono stati ufficialmente elencati nella lettera inviata alle parti sociali - che giovedì dovrà iniziare il confronto tra la società e le organizzazioni sindacali.
L’incontro, che inizialmente doveva tenersi in azienda, sarà invece nella sede di Confindustria Venezia, a Marghera. E precede il tavolo di crisi che sarà aperto dalla Regione Veneto. Difficile pensare che, in merito alla chiusura, la società americana possa tornare sui suoi passi.
Ma bisognerà capire cosa è disposta a mettere sul piatto per cercare di trovare un accordo: dalla cassa integrazione a un pacchetto di buone uscite che possa permettere ai lavoratori di dormire tranquilli per un po’, in attesa di un nuovo impiego. L’intervento del vice presidente nazionale di Confindustria, Marinese, segue la presa di posizione del patriarca Francesco Moraglia, arrivata domenica.
Moraglia, nell’esprimere solidarietà e vicinanza ai dipendenti di Investcloud e alle loro famiglie, ha ricordato che «la vicenda che riguarda 37 lavoratrici e lavoratori veneziani testimonia, una volta di più, l’urgenza che il mondo del lavoro – nelle sue diverse componenti, dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali, alle singole realtà aziendali e istituzionali – e la politica sappiano allearsi e trovare quanto prima soluzioni adeguate per governare al meglio, nel rispetto della dignità delle persone e del lavoro umano, le notevoli ricadute – nel futuro sempre più marcate – legate all’impiego sempre più diffuso e pervasivo dell’IA».
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