Delrio: «Le grandi navi a Marghera»

Il ministro alla Camera durante il question time: c’è una soluzione pronta e ci sono 120 milioni del Cipe per le bonifiche

VENEZIA. «Ci sono soluzioni già pronte. A cominciare da Marghera». Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio lancia la proposta a Montecitorio durante il question time sulle grandi navi a Venezia. Rispondendo a una interrogazione del deputato veneziano Giulio Marcon (Sinistra italiana) il ministro annuncia due novità. La prima è che come già annunciato – e poi smentito – il giorno dell’inaugurazione del nuovo terminal dell’aeroporto, il governo intende puntare sulla soluzione Marghera. «Per Marghera abbiamo già approvato un finanziamento di 120 milioni in sede Cipe», ha detto ancora il ministro, «per la bonifica di alcune aree per determinare approdi stabili».

VIDEO: VENEZIA VISTA DAL PONTE DELLE GRANDI NAVI

Venezia vista dai ponti delle contestatissime grandi navi

Cosa significa? Che rispunta l’idea di destinare al traffico passeggeri le aree – da bonificare – acquistate dall’Autorità portuale come la Montesyndial. Dove dovevano essere avviati i lavori per l’on-shore port, cioè lo stoccaggio dei container in vista della realizzazione dell’off-shore, il terminal d’altura. A spingere per questa ipotesi sono le potenti compagnie crocieristiche, a cominciare da Costa e Msc, che hanno acquistato qualche mese fa le quote della società Venezia Terminal passeggeri. Msc ha anche interessi nei container, che potrebbero essere dirottati però a Trieste, visti i grandi investimenti annunciati nel porto giuliano. Passeggeri al posto delle merci. Soluzione non ancora esplicita, ma molto probabile. Anche se il ministro Delrio ha ricordato che un altro progetto alternativo è sul tappeto. «Tra le soluzioni c’è una valutazione positiva su uno dei progetti che tiene le navi fuori della laguna», sostiene il responsabile delle infrastrutture, «e alla Via un altro progetto che prevede lo scavo del canale Tresse». Un groviglio di proposte che secondo Delrio dovrà essere sciolto entro un mese-due- «Ho chiesto al nuovo governo la riunione del Comitatone», dice il ministro, «si dovrà fare entro febbraio, termine sollevato dall’Unesco per ricevere risposte alle questioni sollevate nell’estate scorsa.

«Da Delrio una risposta a metà», commenta l’onorevole Marcon, «ancora oggi non è stata individuata alcuna soluzione alternativa. È una disattenzione ai problemi di Venezia. Unica nota positiva l’annuncio della convocazione del Comitatone a febbraio. Lì dovranno essere confrontate le soluzioni alternative in modo trasparente con un dibattito pubblico come previsto dal codice degli appalti».

Un passo avanti e uno indietro, dunque. Perché ancora non è chiaro a cosa dovranno servire quei 120 milioni per le bonifiche che il ministro annuncia «già disponibili» al Cipe. Se per ripulire aree di Marghera e banchine da destinare ad altre attività economiche. Oppure per costruire la nuova Marittima, dirottando a Marghera le navi troppo grandi. «In ogni caso il governo vuole che le grandi navi stiano fuori dal bacino di San Marco», scandisce Delrio.

Una linea ormai condivisa anche da coloro che qualche anno fa si opponevano allo «sfratto». Inquinamento, erosione, ma soprattutto la protesta del mondo e la messa in mora dell’Unesco. Ma la stagione 2017 si avvicina. Dove andranno le navi da crociera? Se adesso riprende quota Marghera – dove esistono anche altri due progetti, quello per utilizzate le banchine dei canali Industriale Ovest e Brentelle e quello per San Leonardo – restano sul piatto le soluzioni di San Nicolò) Duferco-De Piccoli) e le altre. Si deciderà entro febbraio.

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