Dal Friuli alla Giudecca la vita di Mirco Crovato

L'anziano abitava a Mestre, aveva 87 anni e aveva lavorato in banca

VENEZIA. È Mirco Crovato, di 87 anni, l'ennesima vittima veneziana del Coronavirus. Nato e vissuto alla Giudecca, l'uomo si definiva un "giudecchino doc", pur essendo originario di Solimbergo, in Friuli. Da qualche anno, però, Crovato si era trasferito a Mestre, nel quartiere della Bissuola, insieme alla moglie Anna Maria. I due hanno tre figli, Claudio, Stefano e Monica, e altrettanti nipoti, Filippo, Francesco e Mattia. Crovato per anni aveva lavorato alla Banca nazionale del lavoro e proprio lì aveva rincontrato un suo lontano parente: Maurizio Crovato, giornalista e consigliere comunale. «Nel periodo che ho trascorso in banca, io ero appena un ragazzo, mentre lui era già un uomo. Comunque, da quel giorno io e Mirco non ci siamo più persi di vista. Conoscevo sua moglie e i suoi tre figli. Vederlo era sempre una festa» racconta Maurizio. «Ricordo che negli anni Settanta, a spese della banca, realizzammo una battella a sei remi, partecipando poi alla seconda edizione della Vogalonga. Non gareggiammo insieme, ma per giorni lavorammo gomito a gomito. Fu veramente divertente. Mirco era un vero giudecchino, pur se con origini friulane: il che appare piuttosto strano. Appassionato della laguna, era una persona divertentissima, ironica e sempre con la battuta pronta. E la sua era sempre una battuta molto "tranchant"». Continua Maurizio Crovato, pescando tra i ricordi: «Quando incontravo Mirco per strada, lui mi chiamava a gran voce: "Fiosso". E io rispondevo: "Santo". Era una persona bellissima, sempre allegra e felice. Ed era anche un uomo molto forte e molto sportivo, difatti vogava "a provin": era primo vogatore». I funerali di Mirco Crovato saranno celebrati oggi, alle 11, nella chiesa parrocchiale Beata Vergine Addolorata di via Servi di Maria. Dopo le esequie, l'uomo sarà accompagnato al cimitero di Marghera per la cremazione. —

L.B.
 

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