Dai video l’identità dei ventenni violenti

SAN DONà
Indagini serrate per lesioni aggravate nei confronti di chi ha aggredito e picchiato il 70enne di San Donà, Tiziano Toppan, domenica notte in pieno centro città. I carabinieri della compagnia di San Donà stanno cercando di risalire agli autori del barbaro pestaggio all’ex autista di autoambulanze dell’ospedale dopo un alterco che si è acceso davanti alla sua abitazione, in via Ancillotto.
Alcuni giovani si sarebbero fermati per chiedere insistentemente e provocatoriamente che spostasse l’auto, ferma di traverso rispetto alla strada, mentre stava svoltando per entrare nel cortile di casa ed entrare nell’abitazione. Uscito dall’abitacolo, il 70enne ha iniziato a litigare con uno dei giovani che si erano presentati minacciosamente davanti al finestrino, prendendosi un pugno al volto, per poi essere aggredito dal branco che si è unito e lo ha gettato a terra, infine preso a calci. Il viso è diventato una maschera di sangue. La prognosi è di 25 giorni così i militari dell’Arma hanno proceduto d’ufficio con le indagini. Saranno contattati tutti i testimoni, quindi visionate le telecamere di sorveglianza nella zona e anche i video filmati con il telefonino cellulare da altri giovani che si sono fermati per vedere cosa fosse accaduto in centro a San Donà domenica notte, dopo la finale degli Europei di calcio e i caroselli di auto per la vittoria dell’Italia a Wembley,
Neppure l’eccessiva euforia della nottata poteva però giustificare un simile episodio di violenza senza controllo. Le indagini dei carabinieri faranno luce su quello che è successo.
Pare che anche alcuni dei ragazzi coinvolti, tutti ventenni residenti nella zona, si siano recati poi al pronto soccorso dell’ospedale per medicarsi. Sarà ascoltata anche la loro versione. Gli investigatori dell’Arma stanno risalendo all’identità di tutti quanti hanno partecipato al pestaggio prima di informare la Procura per eventuali provvedimenti nell’ambito della indagini.
Intanto, in questi giorni, Tiziano Toppan ha ricevuto la solidarietà di tanti amici e conoscenti impressionati nel vedere la foto del suo volto tumefatto, una volta saputo del suo racconto. Il settantenne ha lavorato molti anni nella sanità di emergenza ed è molto conosciuto e rispettato in città per il lavoro che ha svolto fino a pochi anni fa. Nella sua carriera al 118 ha visto di tutto: «Mai ho vissuto un’esperienza simile, mi hanno gettato a terra e preso a calci in faccia, mi sono saliti sulla schiena e quasi non respiravo più. Potevano uccidermi». —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia