Da Bergamo 15 salme a Spinea saranno cremate in cimitero

spinea
Un lungo corteo funebre: austera fila dei mezzi dell’Esercito italiano che lasciavano Bergamo trasportando le vittime di questa guerra silenziosa. Un’immagine diventata simbolo di queste settimane di sfiancante battaglia contro un nemico invisibile.
Quel simbolo ha ora conosciuto anche le strade della nostra provincia, con i tre mezzi dell’esercito arrivati ieri al cimitero di Spinea. Accoglievano quindici bare. Quindici salme, quindici persone. Sono morte nell’ospedale di Bergamo, ma nella loro città persino i forni crematori sono allo stremo, costringendo quindi a questo ultimo, drammatico viaggio.
I morti per Covid-19 non vengono vestiti né lavati. I corpi sono avvolti in un lenzuolo pregno di disinfettante. Indossano un vecchio pigiama, una tuta, la vestaglia di un’ultima notte trascorsa a casa, prima della disperata corsa in ospedale.
Non importa, perché i morti da Covid-19 non devono essere toccati. Non sapevano che quel pigiama, quei pantaloni di cotone li avrebbero accompagnati per sempre. Non sapevano che il loro ultimo viaggio sarebbe stato a bordo di un mezzo dell’Esercito, verso un paese del Veneziano. Lontani persino dalle lacrime dei loro figli, delle persone che amavano.
I quindici arrivati ieri a Spinea saranno cremati questa settimana. Poi le urne con le ceneri saranno consegnate ai carabinieri, quindi ai familiari delle vittime, private persino del conforto dell’ultimo addio.
Era stato il prefetto di Bergamo a contattare, una decina di giorni fa, la sindaca di Spinea Martina Vesnaver, chiedendo la disponibilità della struttura spinetense, nel caso si fosse presentata la necessità. Disponibilità confermata, una volta ricevuto il “via libera” del responsabile dell’impianto. «In questo difficile momento per il nostro paese, aiutare chi è più in difficoltà è una conseguenza logica» ha commentato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Le quindici salme sono quindi arrivate ieri, intorno alle 13, circondate da un silenzio irreale, intriso di dolore e paura. I cittadini non si attendevano il loro arrivo, ma subito hanno capito. Era già successo nei giorni scorsi, con i mezzi dell’esercito provenienti da Milano e Cremona. Ad attendere le salme al cimitero era la prima cittadina Vesnaver, avvolta nella fascia tricolore.
Oggi le sedi dei Comuni di Venezia e Spinea saranno listate a lutto e alle 12 sarà osservato un minuto di silenzio, seguito dall’inno di Mameli. Intanto i due impianti di Spinea continueranno a lavorare a pieno ritmo, sia per le vittime di Bergamo che per i defunti del territorio. Le salme si trovano all’interno di una doppia bara, sigillata. Per questo non sono previste delle misure di sicurezza straordinarie per i lavoratori della struttura, che comunque indossano guanti e mascherine, come normali strumenti di protezione. —
Laura Berlinghieri
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