Cucina dell’ospedale di Chioggia, la denuncia: «Lavoratrici costrette a operare con 40 gradi»

Piatti lavati a mano, carrelli chiusi con la pellicola, pavimenti dissestati e prese scoperte: la Uil Tucs denuncia le condizioni di lavoro nella cucina dell’ospedale e chiede interventi urgenti

Elisabetta B. Anzoletti
Cucina ospedale con il ventilatore
Cucina ospedale con il ventilatore

Piatti lavati a mano, carrelli chiusi con la pellicola, pavimentazione dissestata, prese della corrente scoperte, mancanza di aria condizionata. Queste le condizioni in cui lavorano le 17 dipendenti della ditta Authentica, che gestisce la cucina dell’ospedale, denunciati dalla Uil Tucs regionale che chiede immediati interventi di riqualificazione dei locali.

Le condizioni sono state oggetto di una lettera del sindacato alla ditta inviata a inizio agosto e di una segnalazione, per conoscenza, alla Direzione dell’Asl 3.

«Le lavoratrici ci hanno riferito di situazioni che riteniamo critiche e potenzialmente fonti di pericolo», spiega Luigino Boscaro, funzionario della Uil Tucs regionale Veneto, «lavastoviglie e lavapentole non sono utilizzabili e a detta di un tecnico non sono riparabili, quindi vanno sostituite. La conseguenza è che le stoviglie vengono lavate a mano. Vi è una sola vasca, a volte il rubinetto si stacca e si deve scaldare l’acqua con le pentole.

L’impianto di condizionamento non funziona», continua l’elenco dei problemi, «le finestre dei camini sono bloccate e non si possono aprire. Si stanno usando due ventilatori, ma le temperature raggiungono i 38-40 gradi e solo il grande senso di responsabilità delle dipendenti non ha portato finora a forme di protesta. La quasi totalità dei carrelli per il trasporto dei vassoi ai reparti ha gli sportelli rotti e vengono tenuti chiusi con la pellicola per cibo. Il trasporto risulta ancora più pericoloso perché la pavimentazione ha grosse buche con la mancanza di piastrelle. A tutto questo si aggiunga la presenza di prese della corrente scoperte, della presa del mixer che fa scintille e di un pannello del soffitto che si è staccato e non è stato sostituito».

La ditta ha risposto alla segnalazione spiegando che è previsto un intervento di ristrutturazione totale dei locali che doveva partire prima dell’estate, ma è slittato per motivi amministrativi, e che la lavastoviglie sarà sostituita. La ditta Authentica, che era arrivata seconda nella gara di appalto per l’affidamento del servizio di refezione per gli ospedali dell’Asl 3, è subentrata a Serenissima quando ha lasciato l’incarico.

«Ci piacerebbe avere una tempistica precisa», sollecita Boscaro, «è passato un mese dalla nostra segnalazione e le condizioni di lavoro non sono cambiate. Quando c’è stato un problema di condizionamento nella sala mensa del personale ospedaliero è stato risolto in brevissimo tempo, questo significa che ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.

Confidiamo che si proceda velocemente a ripristinare condizioni di lavoro sicure e salubri dal punto di vista igienico e sanitario, riducendo i potenziali pericoli che oggi ravvisiamo. In caso contrario ci vedremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti per riportare le condizioni di lavoro a livelli che garantiscano la piena dignità dei lavoratori e la piena sicurezza».

 

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