Cruise Venice in corteo per il lavoro

«L’ordinanza della Capitaneria è devastante, prima bisogna inserire il canale Contorta nella Legge obiettivo»
Di Vera Mantengoli
INTERPRESS/GF.TAGLIAPIETRA- MANIFESTAZIONE "CRUISES". 17.12.2013.-
INTERPRESS/GF.TAGLIAPIETRA- MANIFESTAZIONE "CRUISES". 17.12.2013.-

Hanno lanciato centinaia di palloncini in cielo per rappresentare il lavoro che potrebbe volare via se le grandi navi uscissero dalla laguna. Ma il flash mob, realizzato dal Comitato Cruise Venice vicino alla Chiesa dei Frari, è stato soltanto l’apice di una lunga mattina di proteste fatte di acuti fischi, cori cantati con l’altoparlante e sirene di navi suonate a più non posso.

Ieri alle 9.30 circa 250 persone del Comitato Cruise Venice, diretto da Davide Calderan, si sono radunate alle Zattere di fronte alla Capitaneria di Porto per dirigersi verso la sede della Giunta Regionale di Palazzo Balbi nella speranza di un incontro faccia a faccia con Luca Zaia per le seguenti richieste: attuare cambiamenti solo a Canale Contorta Sant’Angelo ultimato, non spostare le navi a Marghera e inserire la costruzione del Canale Contorta all’interno della Legge Obiettivo, delibera già rilasciata il 10 dicembre dalla Giunta. Il presidente della Regione non ha avuto tempo per incontrare la delegazione, affidando il compito all’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. Mezz’ora di colloquio che non ha aggiunto nulla allo stato attuale, se non molta delusione a chi sperava che si riposizionassero le carte in tavola. «L’ultima ordinanza della Capitaneria – ha detto Calderan – limita per il 2015 il transito delle grandi navi oltre le 96mila tonnellate, creando un danno a tutte le centinaia di società che lavorano per il terminal. È peggio del decreto Clini che prevedeva la preventiva realizzazione della via d'accesso alternativa al Porto e solo in seguito la limitazione del traffico crocieristico. Se fai una manifestazione come quella di sabato ti ascoltano, ma quando vuoi parlare di lavoro no. Chisso ci ha confermato la delibera per la Legge Obiettivo, ma per quanto riguarda la nostra richiesta di una moratoria per mantenere la situazione attuale fino a quando non sarà realizzata una concreta alternativa, ha detto che verrà valutata entro marzo, troppo tardi per noi».

Un volantino dato ai passanti traduce in numeri le preoccupazioni. Il Comitato Cruise Venice stima nel 2014 meno 82,5 milioni di spesa con la conseguenza di 808 licenziamenti, mentre per il 2015 perdita di 260 milioni e licenziamento di 2553 giovani lavoratori. «Non hanno ascoltato le imprese – ha detto Antonio Velleca, uno dei membri della delegazione –. Noi abbiamo formato moltissime persone e devono capire che non è in gioco la riduzione del reddito, ma la vita».

Ieri mattina le Zattere sono colorate di blu e giallo, simbolo della Cruise Venice. Il corteo, formato da hostess, agenzie turistiche, trasportatori, staff di sicurezza e piloti, viene sostenuto anche dai rimorchiatori che suonano le sirene. In molti sono convinti che le ordinanze siano state prese «sull’onda emotiva», «per colpa di Schettino», ma soprattutto «senza sapere quanto sicuro sia il Porto di Venezia». «È il solito sistema italiano – commenta il direttore di macchina Andrea Locatello, segretario provinciale dell’UGL Mare – che distrugge quello che funziona. La nostra proposta è che tutto rimanga così fino a quando non ci sono progetti chiari».

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