Crac Gaiatto. Banche escluse dal processo, l’ira dei truffati

PORDENONE. Ancora una volta i risparmiatori vittime della maxitruffa del Forex con le società Venice rimangono all’asciutto. Finora hanno racimolato solo pochi spiccioli di risarcimento dai tre patteggiamenti. Il tribunale collegiale presieduto da Alberto Rossi, giudici a latere Piera Binotto e Elisa Tesco, nell’ambito del processo ai tredici coimputati di Fabio Gaiatto, non ha accolto la richiesta delle parti civili di chiamare in causa le banche estere dove avevano acceso i conti correnti le tre società Venice ricondotte dai pm all’ex trader portogruarese.

Fuori le banche
I giudici hanno osservato che l’istanza non è fondata. Le quattro banche nel mirino delle parti civili (Nova Ljubjanska banka, la Zagrebacka banka, la Addiko bank di Zagabria e la Hypo bank croata) non hanno alcun rapporto di immedesimazione organica con gli imputati, né ricorrono i casi puntuali previsti dalla legge per concretizzare una responsabilità civile. Gli istituti di credito non possono pertanto rispondere del fatto altrui. Il tribunale ha concluso che, qualora le parti civili evincessero condotte negligenti o omissive, potrebbero far valere le loro ragioni in sede civile, ma il tal caso si tratterebbe della contestazione di una responsabilità per fatto proprio.
L’azione civile
I risparmiatori contavano sulla chiamata in causa delle banche per essere risarciti. Ma non tutto è perduto. L’avvocato Michele Peretto, che con l’avvocato Enrico Conti, per conto di Afue, l’associazione delle vittime di truffa, ha depositato per primo l’istanza nei confronti delle banche ha preannunciato sin d’ora l’azione in sede civile. Ci sono negoziati in corso con le banche. Il legale ha salutato con favore il contenuto dell’ordinanza.
Sequestri conservativi
Intanto gli avvocati Luca Pavanetto e Antonio Malattia hanno trascritto nelle conservatorie i sequestri conservativi sui beni dei coimputati di Gaiatto. Il primo ha ottenuto un decreto per gli 8 milioni di euro di danni patiti dai suoi assistiti, il secondo per 600 mila euro. Pavanetto ha individuato 18 immobili per 3-4 milioni. Malattia ha effettuato una selezione mirata. Tale atto assicura un privilegio ai risparmiatori che lo hanno ottenuto in vista dell’azione civile.

Imputati
Sul banco degli imputati: Marija Rade; Massimiliano Vignaduzzo, 47 anni, di San Michele al Tagliamento; Claudia Trevisan, 47 anni, Fossalta; Giulio Benvenuti, 33 anni, Vicenza; Marco Zussino, 52 anni, Basiliano; Luca Gasparotto, 49 anni, Cordovado; Andrea Zaggia, 33 anni, Saccolongo; Daniele Saccon, 45 anni, Mareno di Piave; Massimo Osso, 47 anni, Palmanova; Flavio Nicodemo, 49 anni, Teglio Veneto; Massimiliano Franzin, 46 anni, Oderzo; Moreno Vallerin, 44 anni, Due Carrare; l’informatico Massimo Minighin, 43 anni, Fossalta .
Parti civili
Il tribunale ha respinto tutte le eccezioni del collegio difensivo e ha ammesso le 925 parti civili. Fra queste c’è la Banca d’Italia. Non sono state ammesse, invece, nei confronti delle tre società Studio holding doo, Venice investment doo, Venice investment group doo, che rispondono di responsabilità amministrativa. —
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