«Costretto a dire bugie Mi sono licenziato»

«Ero stufo di menzogne, mi sono licenziato per questo, ma Edeco mi deve circa 2700 euro di Tfr». A dirlo è il mediatore culturale di Edeco Moses Kibuuka, 38enne Ugandese in Italia dal 2007, che con...

«Ero stufo di menzogne, mi sono licenziato per questo, ma Edeco mi deve circa 2700 euro di Tfr». A dirlo è il mediatore culturale di Edeco Moses Kibuuka, 38enne Ugandese in Italia dal 2007, che con la cooperativa di Borile ha collaborato dal luglio del 2015 fino al giugno scorso. Ieri davanti ai cancelli dell’Edeco di Battaglia Terme (Padova) in quello che era stato uno stabilimento termale importante del territorio, Kibuuka ha inscenato la sua protesta, portavoce di altri 4 colleghi, nella stessa condizione. «Circa 3 anni fa cercavo un lavoro e un’amica mi ha suggerito di rivolgermi alle coop di Borile» ricorda Kibuuka. Cinque figli, aveva bisogno di lavorare. «Quei mille mille e cento euro al mese facevano comodo» continua il mediatore culturale. «Accompagnavo i ragazzi e le ragazze che arrivavano dal resto del mondo, senza neanche una valigia di cartone, in ospedale, a fare documenti per richiedere l’asilo o una carta d’identità. Non insegnavo l’italiano ma facevo da tramite fra un mondo nuovo e l’esperienza brutale che molti avevano vissuto per arrivare fin qua. Ma più lavoravo più l’orgoglio per quello che facevo sbiadiva in una serie di piccole e grandi bugie, di promesse non mantenute». Kibuuka fatica a raccontare, vuole il suo Tfr e chiudere per sempre con Edeco, con una vicenda che è stata per 3 anni una vita di cui non va più fiero. «Non facevo che mentire» ricorda il mediatore «i ragazzi mi chiedevano scarpe e io dicevo loro che sarebbero arrivate, mi chiedevano giacche invernali e io continuavo a dire che ci voleva un po’ di pazienza, ma non era così». Ad un certo punto ha detto basta, e si è licenziato. —

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