A Venezia il corteo per la sanità pubblica: «Curarsi non può essere un privilegio»

Il corteo promosso in centro storico dal Movimento per la difesa della sanità pubblica: «Il Giustinian non dovrebbe essere una Casa di comunità spoke, ma una hub aperto 24 ore su 24»

Maria Ducoli
Un momento della mobilitazione a Venezia
Un momento della mobilitazione a Venezia

Camici chirurgici indosso, cartelli appesi al collo e fischietti in bocca. Al grido di «Giù le mani da Giustinian» e «Sanità pubblica», circa 150 persone sabato 9 maggio hanno partecipato al corteo indetto dal Movimento per la difesa della sanità pubblica per accendere i riflettori sui servizi territoriali. Dalle Casa di comunità al centro per la salute mentale, hanno ribadito la necessità di potenziare i servizi per garantire a tutti il diritto alle cure mediche.

Sanità pubblica a Venezia, le richieste dei manifestanti

Era il maggio del 2023 l’ultima volta che il Movimento per la difesa della sanità pubblica scese in manifestazione, attirando centinaia di persone. Stesso percorso, dalle Zattere a campo Santa Margherita. Allora si protestava per chiedere di salvare il distretto dell’ex Giustinian, sede dei servizi sociosanitari del centro storico e all’epoca candidata da Zaia per diventare la sede dell’Autorità europea dell'antiriciclaggio. Nel mentre, nella sala dei bottoni la governance è cambiata: Zaia ha lasciato il posto a Stefani e, da febbraio, al direttore generale Edgardo Contato è subentrato Massimo Zuin che, tra i suoi primi atti, ha proprio messo al centro il Giustinian, decidendo di farci una Casa di comunità.

Richiesta che, per anni, comitati, associazioni e l’opposizione in consiglio comunale hanno sempre sollevato, senza mai essere presa troppo in considerazione. Gli studi, d’altronde, davano valide ragioni per inserire la Casa di comunità all’ospedale Civile. Ma i residenti non si sono mai fermati, mai accontentati, e oggi sono tornati a manifestare.

«Il Giustinian non dovrebbe essere una Casa di comunità spoke», spiega Salvatore Lihard del Movimento, «ma una hub, quindi aperta 24 ore su 24».

Lihard non è l’unico di questo avviso: sono più di 3mila le persone che hanno firmato la petizione, sostenendo il Movimento.

Non c’è solo il Giustinian, al centro della manifestazione. C’è la sanità, i servizi della Venezia insulare, la residenzialità e il concetto stesso di città. Non è una manifestazione contro l’azienda sanitaria, è una manifestazione per la città, contro «anni di politiche sbagliate».

Nel percorso verso campo Santa Margherita, i manifestanti si sono fermati a San Barnaba, proprio davanti al gazebo giallo del candidato sindaco Simone Venturini. Al grido di «Vergogna» hanno ribadito l’urgenza di un cambiamento per la città e il riconoscimento della zona disagiatissima, che può arrivare solo con la mobilitazione dell’amministrazione comunale.

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